Spoleto 61: Bells and speells , ovvero la poesia pura

 

Manifesto Festival

L’ultimo weekend festivaliero nel teatro danza psico-analitico di Victoria Thierrée Chaplin e Aurélia Thierrée ha il proprio gioiello di fine e rarefatta poesia . Rappresenta infatti in articolati e immaginifici giochi di scenico prestigio i moti interiori del claptomane, il quale concede alle cose di cui s’impadronisce di poter abitare i propri sogni e incubi dell’infanzia. Lo spettacolo festivaliero rende metafisici oggetti di ordine quotidiano e lo spettatore torna bambino innanzi ad un attaccapanni o ad un lenzuolo bianco in teatro assoluto che non necessita della parola : forse , dato anche l’altisonante e noto cognome delle artiste in scena, la parola è un di più. Vecchi tanghi e morbidi blues rimandano alla malinconia di un mondo che è ormai passato e che quello del cinema muto e di cui rimangono animati e vissuti cimeli. La scenografia di apertura che chiude lo spettacolo è mobile e durante l’azione scenica si dissolve nel velluto nero per animare fugaci sogni di un’era mitica che più non è. Poesia pura e profonda.

 

SPOLETO 57: lunedì 7 e martedì 8 luglio 2014 , giornate ferialmente festivaliere

image003

Si respira aria di freschezza e tutto danza nella capitale dei Due Mondi, Spoleto città vestita a festa anche nei giorni feriali, nell’ ambito teatrale noti per essere giorni tranquilli; ma così non è stato in occasione del 57° Festival di Spoleto. Lunedì 7 luglio è stato l’anniversario di compleanno del M° GianCarlo Menotti, creatore del Festival e ultimo duca di Spoleto: una giornata piena di eventi . Due concerti a Casa Menotti : il primo alle undici ove sono intervenuti il violinista Gabriele Rendina Cattani e la pianista Mia Julia Cattani : due giovani talentuosi e sperimentatori che hanno creato un evento su testi di Baba Ziloff ad hoc sulle posizioni astrali del 7 luglio 2014 delle ore 11.00, come se il Maestro Menotti fosse nato nella stessa ora del concerto. Il pomeriggio sempre a casa Menotti ha visto un concerto lirico –pianistico con musiche di Menotti, Barber, Brahms, Respighi, Poulenc e Rachmainonff : soprano Mariangela Campoccia, pianista Simona Granelli. La stessa serata alle ore 20 presso il Chiostro di San Nicolò si è tenuto il concerto dell’ Umbriaensamble in onore del Maestro Menotti ( viola: Luca Ranieri violoncello: Maria Cecilia Berioli pianoforte: Michele Rossetti ) con musiche di Menotti, De Rossi Re, Rota, Morricone e Piovani. Del Maestro è stato eseguito una suite del 1973 di stile neoclassico. Profondo e ispirato l’omaggio di Fabrizio De Rossi Re: un trio ove terra e cielo comunicano in spazi aperti ad assoli sospesi nel respiro di un dialogo interrotto fra gli strumenti. Gli altri appuntamenti della giornata sono stati il concerto di mezzo giorno presso la Chiesa di Santa Eufemia : pianista Pietro De Maria e musiche dello Chopin “ italiano” e della maturità del poeta del piano forte. Con l’occasione è stato premiato il tredicenne compositore Dario Falcone il quale ha ricevuto , dalle mani di Giorgio Ferrara , direttore artistico del Festival dei Due Mondi, la borsa di studio offerta dalla fondazione Monini. La sera del 7 luglio infine grande tripudio ed esuberanza tutta partenopea con la Tribunal Jazz Band, fondata dall’avvocato Paolo Panella e diretta dall’avvocato Antonio Solimene: insomma una “ Tammurriata nera” ove tradizione napoletana e jazz si sono fusi armonicamente nelle peculiarità loro proprie. La serata di martedì 8 luglio ha visto in contemporanea la banda dei carabinieri in Piazza Duomo e la Maratona di danza svoltasi al teatro romano in sinergia con lo staff organizzativo della settimana internazionale della danza , si sono esibiti: Petra Conti, prima ballerina al Boston Ballet; Timofej Andrijasenko,vincitore al concorso internazionale di Mosca Nikolaj Gorodiskj, primo ballerino al Teatro di Stato di Zagabria; Alena Ledyakn, giovane promessa russa, Artemij Pizov, primo ballerino del Russian State Ballet di Mosca.
Sandro Costanzi

Spoleto 57 : VIAGGIO IN PERSIA

image003
Il secondo week-end del festival 2Mondi sarà dedicato ad un “Viaggio in Persia” a cura della scrittrice franco-iraniana Lila Azam Zanganeh.
~ Il “Viaggio in Persia” comincerà venerdì 4 luglio ore 21.30 con una LETTURA DI POESIA CONTEMPORANEA persiana scritta in italiano dalla poetessa Nilou Ghodsi Azam Zanganeh, accompagnata da UN CONCERTO DI MUSICA TRADIZIONALE PERSIANA, con la partecipazione del maestro di fama internazionale di Tar e Setar Dariush Talai e del noto maestro di Zarb Keyvan Chemirani. “Quando suonano Talai e Chemirani si aprono le porte del paradiso,” dicono i Persiani. Il professore Domenico De Masi presenterà la serata.
Le poesie recitate saranno tratte dal libro L’Alba del Domani di Nilou Azam Zanganeh (Atelier 65, 2014). L’Alba del domani è il titolo della seconda raccolta della poetessa iraniana Nilou Azam Zanganeh, dopo Questa Nessuna Terra. La scelta di scrivere in italiano, che non è la sua lingua madre, crea una sensazione di straniamento che amplifica l’effetto di nostalgia senza retorica. La Zanganeh usa la parola come evocatrice di un mondo perduto ma ancora assai vivo grazie alla parola poetica. È una parola d’amore per la casa d’infanzia, i fasti e la cultura dell’antico paese. I versi, come frammenti di un quadro perduto, evocano oggetti, strade e tramonti, albe e venti, il tempo che cancella, ma la nostalgia non si chiude, gioca su un verso sempre in bilico tra frammento e prosa, e diventa allora preghiera perché tutto risorga come un’alba nuova.

~ Il “Viaggio” prosegue sabato 5 luglio ore 18.00 con la proiezione di tre corto-metraggi della star mondiale SHIRIN NESHAT, con la sua premiata TRILOGIA: TURBULENT, RAPTURE, FERVOR.
Tutta l’opera di Shirin Neshat è una metafora sulla complessità dei rapporti tra uomo e donna.
I corti della Trilogia esprimono la visione politica, mistica, femminista e profondamente poetica della celebre regista Iraniana. Ogni film della trilogia è spesso proiettato con un’installazione a doppio schermo. Turbulent presenta una donna e un uomo che cantano. Mentre l’uomo riceve applausi, la donna canta – e incanta – in silenzio. Rapture inquadra due gruppi di uomini e donne. Gli uomini entrano aggressivamente in città, mentre le donne rimangono in barca tranquillamente. Fervor riprende lo stesso tema della separazione uomo-donna nella cultura Islamica e narra due storie parallele di un uomo e una donna che non si incontreranno mai.

~ Sabato sera si inizia anche un Viaggio filosofico e spirituale alle ore 21.30, attraverso un
DIALOGO TRA FILOSOFIA E POESIA NEL MEDIO-ORIENTE, sul tema
“VISIONI E VISIONARI: LA MODERNITÀ DEL GENIO MEDIOEVALE OMAR KHAYYAM” con Roberto Toscano, ex-Ambasciatore Italiano a Teheran, e Daryush Shayegan, il più noto filosofo iraniano contemporaneo.
La conversazione sarà un’esplorazione del genio visionario e della magia artistica di Omar Khayyam. Chi era Omar Khayyam e perché continua ad ispirare cosi tanti artisti orientali ed occidentali? Qual era la sua relazione con Dio? E come interpreterebbe il significato di una teocrazia nel mondo moderno? Questa discussione su visioni e visionari è accompagnata da letture di Khayyam nell’originale persiano e nelle traduzioni moderne in italiano, interpretate da attori della Comédie Française e dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica.
~ Il Viaggio continua con il cinema domenica 6 luglio ore 18.00 con la PROIEZIONE DI RHINO SEASON DI BAHMAN GHOBADI, seguita da una CONVERSAZIONE con la scrittrice LILA AZAM ZANGANEH. Rhino Season è stato prodotto da Martin Scorsese ed è interpretato da Monica Bellucci e Behrouz Vossoughi. Il regista Bahman Ghobadi ha vinto i premi “Un Certain Regard” e “La Caméra D’Or” al Festival di Cannes.
~ Il Viaggio si conclude sul palco sabato sera ore 21.30 con il BALLO MISTICO PERSIANO
“I SETTE PADIGLIONI DELL’AMORE” coreografato e interpretato dalla NAKISSA DANCE COMPANY. La strepitosa coreografia del primo ballerino Shahrokh Moshkin-Ghalam per la Nakissa Dance Company è ispirata dal famoso poeta mistico persiano Nizami Ganjavi (1141-1209).
La Nakissa Dance Company e Shahrokh Moshkin-Ghalam della Comédie Française interpretano il famoso poema medioevale I Sette Padiglioni dell’Amore di Nizami Ganjavi che racconta la storia del principe sasanide Bahram Gur e delle sette principesse provenienti da sette mondi diversi, di cui egli si innamora. I Sette Padiglioni rappresentano il migliore e più bel poema epico della cosiddetta “nuova poesia Persiana” e anche una delle più importanti creazioni della letteratura indo-Europea. Il poema illustra l’armonia dell’universo, l’affinità del sacro e del profano, e le concordanze tra l’Iran antico e Islamico. Per la prima volta a Spoleto, questo capolavoro poetico viene presentato in un’interpretazione sensuale e squisitamente coreografata, con Bahram Gur, le sue sette principesse, e l’antica cantastorie Sheherazade.

SPOLETO57 FESTIVAL DEI 2MONDI DOMANI DOPPIO APPUNTAMENTO: IL TEATRO D’AVANGUARDIA DI ROBERT WILSON CON PETER PAN E LA PRESTIGIOSA COMPAGNIA DEL SAN FRANCISCO BALLET

 

image003

Multidisciplinarietà e grande spettacolo per la serata di venerdì 4 luglio della 57a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, uno dei maggiori eventi culturali internazionali che ospita l’eccellenza artistica dai palcoscenici di tutto il mondo e in tutti i settori delle performing arts.

“Ho voluto al Festival di Spoleto Robert Wilson, maestro del teatro d’avanguardia, fin dal primo anno della mia direzione – dichiara Giorgio Ferrara, direttore artistico del Festival dei 2Mondi – per dare inizio a una collaborazione artistica davvero importante grazie alla quale sono state presentate per la prima volta in Italia le messe in scena del grande regista con il Berliner Ensemble (Opera da tre soldi, Sonetti di Shakespeare, Lulu) e le nuove produzioni per il Festival di Giorni felici con Adriana Asti e de L’ultimo nastro di Krapp da lui stesso interpretato, originali incursioni nel mondo di Samuel Beckett, oltre a The Old Woman di Daniil Kharms, interpretato nella scorsa edizione dal leggendario Mikhail Baryshnikov e dall’attore americano Willem Dafoe. Quest’anno Wilson ci regala un’altra magistrale regia con il suo nuovo spettacolo Peter Pan”. Nel Peter Pan, opera immortale di James Matthew Barrie, Robert Wilson trasforma l’universo rocambolesco popolato di pirati, indiani, sirene e fanciulli che possono volare, in uno spettacolo teatrale pieno di invenzioni, sostenuto dalle musiche originali del duo nordamericano di folk psichedelico CocoRosie e, come sempre, dagli splendidi attori e musicisti della compagnia del Berliner Ensemble. Lo spettacolo sarà in scena venerdì 4 luglio ore 20.00, sabato 5 luglio ore 17.30 e domenica 6 luglio ore 15.00 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, in lingua tedesca e inglese con sottotitoli in italiano.

Altra grande protagonista di domani, in una prima ed esclusiva assoluta italiana per il Festival dei 2Mondi, è la compagnia del San Francisco Ballet, riconosciuta a livello internazionale come una delle più dinamiche al mondo. Sotto la direzione artistica di Helgi Tomasson, il San Francisco Ballet torna a Spoleto dopo più di 30 anni per mostrare al pubblico ed alla critica, la propria versatilità, le qualità artistiche e l’atletismo che da sempre la caratterizzano. Nel magico scenario del Teatro Romano, da domani alle 21.15 e per tre serate consecutive, la compagnia presenta: From Foreign Lands, “viaggio poetico attraverso l’Europa”, creato dall’artista in residenza all’American Ballet Theatre Alexei Ratmansky; Variations for Two Couples di Hans van Manen, coreografo residente al Dutch National Ballet; Voices of Spring, un giubilante pas de deux creato da Sir Frederick Ashton nel 1977 per la Royal Opera House; e l’elegante 7 for Eight di Helgi Tomasson, diventata una pietra miliare del repertorio del San Francisco Ballet fin dal suo debutto nel 2004.

Spoleto 56: sospeso tra antichità e modernità….

56 ° Festival Dei 2 Mondi

Si è aperta 28 la 56esima edizione del Festival dei due Mondi: un edizione ricca di eventi coinvolgenti, sospesi tra antichità e modernità. Il I week del Festival ha visto l’esecuzione del l’opera di Domenico Cimarosa ” Il matromonio segreto”:un opera buffa , degna della grande tradizione della Scula Napoletana, di cui Cimarosa è uno dei massimi esponenti. L’opera , eseguita alla corte viennese di Leopoldo II negli anni ’90 del 1700, riscosse subito un tale successo da dover essere ripetuta interamente dopo il pranzo regale. Un ‘opera che ” il 26 dicembre 1955 inaugurava a Milano la Piccola Scala. -Scrive Alessio Vlad- iniziava così una delle più stimolanti stagioni musicali della nostra storia. In quella sala , che lasciando un vuoto mai colmato, oggi non c’è più, il repertorio sei-settecentesco e quello moderno e contemporaneo, trovarono sede ideale. Non è un caso che oggi si mette in scena quello stesso titolo nel rinnovato, grazie alla genorosità di Carla Fendi, Teatro Caio Melisso, che , nella sua nuova veste si apre per la prima volta all’Opera.” Un opera preziosa, un merletto che ha visto ” all’ opera” le eccellenze italiane e internazionali: regia: Quirino Conti; abiti: Piero Tosi; direttore d’orchesta Ivor Bolton; Orchestra del Teatro petruzelli di Bari, scenografie di Vinicio Cheli; cast: Barbara Bargnesi, Emanuele D’Auguano, Teresa Iervolino, Omar Montanari, Valentina Farcas , Davide Luciano. Una scena funzionale e valida esteticamente, in cui le scene dipinte del Caio Melisso si sovrappongono in un gioco di specchi e di luci , realizzato da pannelli astratti e vitrei. Realizzazione rispettosa e intonata all’opera. Un felice matrimonio tra voci , direzione orchestrale e tutto ciò che concerne la regia dell’opera. Mentre al Teatro Caio Melisso trionfavano l’amore e il matrimonio, il Teatro Gian Carlo Menotti vedeva la realizzazione dello spettacolo ” The piano upstairs”, dedicato invece ad una crisi matrimoniale. Ideato da Alessandra Ferri, scritto da Boyd Gaines, lo spettacolo, che vede in scena i danzatori Attila Csiki, Stephen Hanna e Andrea Volpintesta con l’attore Boyd Gaines uniti dalla duttilità di Alessandra Ferri e sotto la regia di Gioirgio Ferrara, si presenta curato, psico-analitico e raffinato. Un connubio intenso tra musica , teatro e danza in una scenografia, curata da Gianni Quaranta, essenziale e contemporanea, ambientata in una moderna metropoli , che mette a nudo la solitudine che esiste nei suoi grattacieli affollati e intasati nel traffico. Finale sospeso che lascia svanire le imcomprensioni di una coppia in crisi. Il Teatro romano invece ha accolto la musica: la grande musica ottocentesca  è stata protagonista. Sabato 29 giugno si è esibita l’orchestra  del Teatro Carlo Felice di Genova: di Schumann l’Ouverture dal Manfred e la IV sinfonia, che hanno incorniciato il Concerto per violino e orchestra di Tchaikosky; direttore d’Orchestra Alvise Casellati e violino solista Laura Bortolotto. Silvia Massarelli ha invece diretto domenica 30 giugno , sempre al romano, l’Orchestra del conservatorio di musica di S.Cecilia di Roma: musiche di Verdi e di Britten, dei quali quest’anno ricorrono rispettivamente il bicentenario e il centenario della nascita.