Spoleto 61: Bells and speells , ovvero la poesia pura

 

Manifesto Festival

L’ultimo weekend festivaliero nel teatro danza psico-analitico di Victoria Thierrée Chaplin e Aurélia Thierrée ha il proprio gioiello di fine e rarefatta poesia . Rappresenta infatti in articolati e immaginifici giochi di scenico prestigio i moti interiori del claptomane, il quale concede alle cose di cui s’impadronisce di poter abitare i propri sogni e incubi dell’infanzia. Lo spettacolo festivaliero rende metafisici oggetti di ordine quotidiano e lo spettatore torna bambino innanzi ad un attaccapanni o ad un lenzuolo bianco in teatro assoluto che non necessita della parola : forse , dato anche l’altisonante e noto cognome delle artiste in scena, la parola è un di più. Vecchi tanghi e morbidi blues rimandano alla malinconia di un mondo che è ormai passato e che quello del cinema muto e di cui rimangono animati e vissuti cimeli. La scenografia di apertura che chiude lo spettacolo è mobile e durante l’azione scenica si dissolve nel velluto nero per animare fugaci sogni di un’era mitica che più non è. Poesia pura e profonda.

 

Spoleto 59 :L’amor che move il sole e l’altre stelle

 

Spoleto 59

Il secondo week-end festivaliero , presso il Teatro S.Nicolò di Spoleto nei giorni 1 e 2 luglio 2016, ha visto la realizzazione dell’oratorio di Adriano Guarnieri intitolato L’amor che move il sole e l’altre stelle , il quale , essendo ispirato al Paradiso di Dante Alighieri, conclude un trittico , originato dall’Apocalisse di San Giovanni, iniziato con  Pietra di diaspro ( 2007) e Tenebrae ( 2010); trittico la cui regia è stata curata da Cristina Mazzavillani Muti.L'amor 2 Trattasi di uno spettacolo complesso ove l’impianto tipicamente barocco, dato da una ricerca vocale atta a richiamare i castrati nel concertato di soprano ( Sonia Visentin), contralto ( Claudia Pavone) e controtenore ( Carlo Vistoli); da una disposizione stereofonica dell’orchestra, celata nelle quinte teatrali; e anche dal fatto di essere un oratorio, va a sposarsi in armonie tipicamente d’avanguardie e in videoproiezioni multiple. Continua a leggere

Spoleto 59: Wolfang Amadeus Mozart eTim Robbins ,un esordio spumeggiante e partecipato

Spoleto 59

Frizzante e spumeggiante l’inizio del 59° Festival dei Due Mondi , che tra l’altro ha goduto anche della diretta televisiva di Rai 5 datata venerdì 24 giugno 2016, iniziato nel segno di Mozart e di Lorenzo Da Ponte . Si è infatti aperto con l’opera Le nozze di Figaro, la cui Continua a leggere

WILLIAM TODE, L’ULTIMO FUTURISTA ITALIANO A LE TROTTOIR UNA ESCLUSIVA RETROSPETTIVA: OPERE DAL 1955 AL 2015

di Paolo Sciortino

10   Dal neorealismo sociale al cubo futurismo astratto, dalla grande tradizione artistica italiana dell’affresco alle vaste composizioni scenografiche per il cinema, passando per la composizione musicale, sulla scia dell’imponente repertorio romantico, fino alla scultura e all’impegno per la cura e la salvaguardia del patrimonio monumentale.
Con una grande retrospettiva che presenta oltre 80 opere del maestro William Tode, eclettico e Continua a leggere

Spoleto 57 :Robert Wilson su Peter Pan

image003Come è nata l’idea di Peter Pan?
Quando era giovane, al liceo, avevo assistito a una messainscena di Peter Pan e mi ricordo di esserne rimasto colpito. Più tardi ho assistito a Broadway a una versione del regista Jerome Robbins, che mi aveva molto emozionato, mentre avevo trovato mediocre la versione cinematografica della Disney. L’amico con cui avevo visto lo spettacolo a Broadway mi disse: “Peter Pan sarebbe perfetto per te”. L’idea era rimasta a sedimentare fino a quando Claus Peymann – il direttore del Berliner Ensemble – mi chiese se avevo idee per un nuovo spettacolo ed è stato lui successivamente a suggerirmi Peter Pan.

Il suo spettacolo sembra molto lontano dal racconto per ragazzi.
In effetti è molto differente dalla versione edulcorata di Disney, volevo farne uno spettacolo che fosse insieme melanconico e leggero. La leggerezza è affidata alla parte musicale creata dal duo CocoRosie. L’aspetto melanconico è nel testo stesso e nella traduzione tedesca di Erich Kästner che ho usato per la messinscena. Lo spettacolo inizia e si conclude con la canzone di Peter Pan, La morte è l’avventura più grande.

C’è qualcosa di autobiografico in questo spettacolo?
In questo come in tutti i miei lavori. Forse Hamlet a monologue – prodotto nel 1995 – è stato il lavoro in cui mi sono esposto di più. Ne ero anche l’interprete unico e al centro del testo c’è il rapporto con la madre. Non è così anche in Peter Pan? La piccola Wendy non si trasforma forse nel corso della pièce in una madre terribile?

Da cui gli aspetti cupi…
Sì ma mitigati dalla levità poetica della musica delle CocoRosie, che attenua le asperità del testo con un velo di dolcezza.

Ormai lei è un ospite fisso a Spoleto, qual è il legame con il Festival?
C’è una stima reciproca tra me e il direttore artistico Giorgio Ferrara. Nella pace di questo affascinante borgo ho creato alcuni degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni The Old Woman che ha registato il tutto esaurito a New York questa settimana e ha appena ricevuto il premio della critica francese come miglior spettacolo straniero; Krapp’s Last Tape dove io sono anche in scena e Happy Days con una meravigliosa Adriana Asti. Ma il legame ha radici profonde, nel 1974 qui ho presentato Letter to Queen Victoria, il mio primo spettacolo a essere invitato a un festival in Italia.

Spoleto 57 : Intervista Tim Robbins

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1) “Sogno di una notte di Mezza Estate, un’opera davvero importante: cosa ti ha ispirato del testo e perché hai scelto di rappresentarlo nonostante sia andato in scena già diverse volte?

Il sogno di una notte di mezza estate è il testo di Shakespeare che preferisco e credo abbia senso metterlo in scena oggi. Questa pièce teatrale ha così tanto da dirci a proposito di un mondo in disordine e su come l’amore può essere la chiave per rimettere tutto a posto.
Ma c’è molto di più, uno dei personaggi, Titania, parla dell’ambiente e di come le stagioni si siano scombinate, così l’estate appare nel mezzo dell’inverno e in estate avvengono improvvise gelate. Quando con la compagnia abbiamo iniziato a lavorarci due anni e mezzo fa ci siamo stupiti di trovarci tanti aspetti così attuali.
è frequente che chi si impegna in politica o nelle battaglie sociali, lo faccia a discapito della propria vita personale. Si usa l’espressione: “think global, act glocal” (pensa globalmente, agisci intorno a te). io penso che se si pensa e si opera nella propria comunità gli effetti si percepiscono a livello globale. come posso risolvere problemi di persone che vivono dall’altra parte del pianeta? Se non sono in grado di risolvere i problemi del mio stesso quartiere, non ne vedo l’importanza. Se c’è qualcosa che non va nella tua vita, nelle tue relazioni personali, nella tua famiglia o nella tua compagnia teatrale, che senso ha cercare di risolvere i problemi di qualcuno così distante?

2) Sei cresciuto in nel Greenwich Village a New york luogo di cultura alternativa e ti sei formato con il teatro d’avanguardia e sperimentale. Che significato ha affrontare un testo classico come questo?

La mia educazione si è svolta principalmente sui testi classici all’università. Sono cresciuto in un periodo in cui tutto sembrava possibile e forse proprio per questo motivo mi sono sempre dedicato a lavori teatrali che rappresentano una sfida. Al teatro spetta di raccontare vicende epiche che risalgono ai miti greci e al teatro delle origini, ai classici appunto, alla difficoltà degli esseri umani, alla relazione con la divinità, al comportamento morale dei personaggi, mentre il cinema è più adatto a raccontare storie e emozioni personali.

3) Cinema e teatro quali sono le differenze di percezione e di prospettiva e cosa rappresenta per te il teatro?

Nel cinema posso raccontare una storia da una prospettiva molto ravvicinata e molto intima del personaggio, posso avvicinarmi, vedere il viso, gli occhi dell’interprete. Ovviamente è possibile trattare delle vicende epiche anche nei film hollywoodiani, ma è più un’epica rivolta alla violenza e alla vendetta come nei film ispirati ai fumetti dei super eroi. Ma mi sento particolarmente fortunato di aver fatto parte di film le cui storie hanno contribuito a cambiare la vita delle persone, a toccarle profondamente.
I film possono realmente far cambiare la tua percezione del mondo, sia in maniera positiva che negativa, ma nel mio caso soprattutto quando ero molto giovane è a teatro che ho vissuto i momenti più emozionanti. io credo davvero che il teatro possa cambiare il modo di vedere la realtà, innanzitutto per la relazione diretta di chi assiste a uno spettacolo con gli attori sul palcoscenico. lo spettacolo a cui si assiste non sarà mai uguale a quello della sera dopo e di quella dopo ancora. è un momento unico e irripetibile di cui lo spettatore è parte.
Più prendono il sopravvento gli schermi siano quelli di una sala cinematografica, del proprio tablet o della televisione, più a mio giudizio l’esperienza teatrale aumenta di valore.

4) In che consiste il programma educativo che stai portando avanti nelle scuole e nelle carceri della California e quanto è importante, in generale, per te l’impegno sociale nel tuo lavoro?
Con la mia compagnia The Actors’ Gang lavoriamo al momento in sei diversi istituti scolastici a Los Angeles con ragazzi di età diverse. Coinvolgiamo gli studenti in progetti teatrali dove le scuole non hanno i mezzi per farlo e aiutiamo gli insegnanti a utilizzare il teatro per sviluppare la fantasia degli studenti, applicandola a materie diverse, dalla storia, alla matematica, all’inglese. Negli anni abbiamo utilizzato le tecniche teatrali per sviluppare la capacità espressiva degli studenti. I ragazzi che lavorano con noi ci dicono che questa esperienza li aiuta notevolmente a migliorare la capacità di esprimersi e di aprirsi agli altri, di far parte attivamente della propria comunità. Questo è particolarmente importante per quei ragazzi che rischiano di entrare a far parte delle bande giovanili, e per questi in particolare, noi facciamo davvero la differenza.
Questa è la parte del mio lavoro che in assoluto mi dà le maggiori soddisfazioni. Trovo estremamente gratificante essere parte del cambiamento della vita di questi ragazzi.

5)Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
In autunno comincerò a lavorare con The Actors Gang a un nuovo spettacolo su un testo di Strindberg e contemporaneamente lavoreremo anche a uno spettacolo natalizio dedicato alle famiglie. In gennaio invece ci sarà una prima sessione di lavoro per la creazione di uno spettacolo teatrale ispirato a Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.
La prossima settimana al ritorno in California dopo la recite a Spoleto, come ogni estate proporremo degli spettacoli all’aperto per spettatori di ogni età, nel parco che si trova accanto al nostro teatro a Los Angeles.
Ho due film in uscita e una serie The Brink per il canale HBO, nel cui cast c’è anche il mio amico (e già attore in The Actors’ Gang) Jack Black.

SPOLETO 57 :ANOUK AIMÉE E GÉRARD DEPARDIEU NELL’UNICA DATA ITALIANA DI LOVE LETTERS

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Due grandi star internazionali, Anouk Aimée e Gerard Depardieu, saranno presenti domani sabato 5 luglio a Spoleto, per un’unica data italiana, nell’ambito della 57a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto diretto da Giorgio Ferrara, con lo spettacolo Love Letters di A. R. Gurney.

“Love Letters è un testo intramontabile, sotto forma di carteggio epistolare con il quale ogni grande attore in ogni parte del mondo si è voluto confrontare”- afferma Giorgio Ferrara.

La pièce teatrale è incentrata su due personaggi, Melissa Gardner e Andrew Makepeace Ladd III, che, seduti ognuno al proprio tavolo, come accade in alcuni romanzi epistolari, si scrivono, per oltre 50 anni, biglietti, lettere e cartoline che raccontano le speranze, le ambizioni, i sogni, le delusioni, le vittorie, le sconfitte di due vite vissute separatamente, senza avere mai la possibilità di stare veramente insieme. Andrew sarà eletto senatore mentre Melissa non riuscirà mai a diventare un’artista e alla fine si toglierà la vita.

Con la regia di Benoît Lavigne, traduzione e adattamento di Alexia Périmony, costumi di Elisabeth Tavernier, luci di Fabrice Kebour, musica di Micel Winogradoff, lo spettacolo andrà in scena al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti alle ore 22.00.

www.festivaldispoleto.com

Spoleto 57 : VIAGGIO IN PERSIA

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Il secondo week-end del festival 2Mondi sarà dedicato ad un “Viaggio in Persia” a cura della scrittrice franco-iraniana Lila Azam Zanganeh.
~ Il “Viaggio in Persia” comincerà venerdì 4 luglio ore 21.30 con una LETTURA DI POESIA CONTEMPORANEA persiana scritta in italiano dalla poetessa Nilou Ghodsi Azam Zanganeh, accompagnata da UN CONCERTO DI MUSICA TRADIZIONALE PERSIANA, con la partecipazione del maestro di fama internazionale di Tar e Setar Dariush Talai e del noto maestro di Zarb Keyvan Chemirani. “Quando suonano Talai e Chemirani si aprono le porte del paradiso,” dicono i Persiani. Il professore Domenico De Masi presenterà la serata.
Le poesie recitate saranno tratte dal libro L’Alba del Domani di Nilou Azam Zanganeh (Atelier 65, 2014). L’Alba del domani è il titolo della seconda raccolta della poetessa iraniana Nilou Azam Zanganeh, dopo Questa Nessuna Terra. La scelta di scrivere in italiano, che non è la sua lingua madre, crea una sensazione di straniamento che amplifica l’effetto di nostalgia senza retorica. La Zanganeh usa la parola come evocatrice di un mondo perduto ma ancora assai vivo grazie alla parola poetica. È una parola d’amore per la casa d’infanzia, i fasti e la cultura dell’antico paese. I versi, come frammenti di un quadro perduto, evocano oggetti, strade e tramonti, albe e venti, il tempo che cancella, ma la nostalgia non si chiude, gioca su un verso sempre in bilico tra frammento e prosa, e diventa allora preghiera perché tutto risorga come un’alba nuova.

~ Il “Viaggio” prosegue sabato 5 luglio ore 18.00 con la proiezione di tre corto-metraggi della star mondiale SHIRIN NESHAT, con la sua premiata TRILOGIA: TURBULENT, RAPTURE, FERVOR.
Tutta l’opera di Shirin Neshat è una metafora sulla complessità dei rapporti tra uomo e donna.
I corti della Trilogia esprimono la visione politica, mistica, femminista e profondamente poetica della celebre regista Iraniana. Ogni film della trilogia è spesso proiettato con un’installazione a doppio schermo. Turbulent presenta una donna e un uomo che cantano. Mentre l’uomo riceve applausi, la donna canta – e incanta – in silenzio. Rapture inquadra due gruppi di uomini e donne. Gli uomini entrano aggressivamente in città, mentre le donne rimangono in barca tranquillamente. Fervor riprende lo stesso tema della separazione uomo-donna nella cultura Islamica e narra due storie parallele di un uomo e una donna che non si incontreranno mai.

~ Sabato sera si inizia anche un Viaggio filosofico e spirituale alle ore 21.30, attraverso un
DIALOGO TRA FILOSOFIA E POESIA NEL MEDIO-ORIENTE, sul tema
“VISIONI E VISIONARI: LA MODERNITÀ DEL GENIO MEDIOEVALE OMAR KHAYYAM” con Roberto Toscano, ex-Ambasciatore Italiano a Teheran, e Daryush Shayegan, il più noto filosofo iraniano contemporaneo.
La conversazione sarà un’esplorazione del genio visionario e della magia artistica di Omar Khayyam. Chi era Omar Khayyam e perché continua ad ispirare cosi tanti artisti orientali ed occidentali? Qual era la sua relazione con Dio? E come interpreterebbe il significato di una teocrazia nel mondo moderno? Questa discussione su visioni e visionari è accompagnata da letture di Khayyam nell’originale persiano e nelle traduzioni moderne in italiano, interpretate da attori della Comédie Française e dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica.
~ Il Viaggio continua con il cinema domenica 6 luglio ore 18.00 con la PROIEZIONE DI RHINO SEASON DI BAHMAN GHOBADI, seguita da una CONVERSAZIONE con la scrittrice LILA AZAM ZANGANEH. Rhino Season è stato prodotto da Martin Scorsese ed è interpretato da Monica Bellucci e Behrouz Vossoughi. Il regista Bahman Ghobadi ha vinto i premi “Un Certain Regard” e “La Caméra D’Or” al Festival di Cannes.
~ Il Viaggio si conclude sul palco sabato sera ore 21.30 con il BALLO MISTICO PERSIANO
“I SETTE PADIGLIONI DELL’AMORE” coreografato e interpretato dalla NAKISSA DANCE COMPANY. La strepitosa coreografia del primo ballerino Shahrokh Moshkin-Ghalam per la Nakissa Dance Company è ispirata dal famoso poeta mistico persiano Nizami Ganjavi (1141-1209).
La Nakissa Dance Company e Shahrokh Moshkin-Ghalam della Comédie Française interpretano il famoso poema medioevale I Sette Padiglioni dell’Amore di Nizami Ganjavi che racconta la storia del principe sasanide Bahram Gur e delle sette principesse provenienti da sette mondi diversi, di cui egli si innamora. I Sette Padiglioni rappresentano il migliore e più bel poema epico della cosiddetta “nuova poesia Persiana” e anche una delle più importanti creazioni della letteratura indo-Europea. Il poema illustra l’armonia dell’universo, l’affinità del sacro e del profano, e le concordanze tra l’Iran antico e Islamico. Per la prima volta a Spoleto, questo capolavoro poetico viene presentato in un’interpretazione sensuale e squisitamente coreografata, con Bahram Gur, le sue sette principesse, e l’antica cantastorie Sheherazade.

SPOLETO57 FESTIVAL DEI 2MONDI DOMANI DOPPIO APPUNTAMENTO: IL TEATRO D’AVANGUARDIA DI ROBERT WILSON CON PETER PAN E LA PRESTIGIOSA COMPAGNIA DEL SAN FRANCISCO BALLET

 

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Multidisciplinarietà e grande spettacolo per la serata di venerdì 4 luglio della 57a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, uno dei maggiori eventi culturali internazionali che ospita l’eccellenza artistica dai palcoscenici di tutto il mondo e in tutti i settori delle performing arts.

“Ho voluto al Festival di Spoleto Robert Wilson, maestro del teatro d’avanguardia, fin dal primo anno della mia direzione – dichiara Giorgio Ferrara, direttore artistico del Festival dei 2Mondi – per dare inizio a una collaborazione artistica davvero importante grazie alla quale sono state presentate per la prima volta in Italia le messe in scena del grande regista con il Berliner Ensemble (Opera da tre soldi, Sonetti di Shakespeare, Lulu) e le nuove produzioni per il Festival di Giorni felici con Adriana Asti e de L’ultimo nastro di Krapp da lui stesso interpretato, originali incursioni nel mondo di Samuel Beckett, oltre a The Old Woman di Daniil Kharms, interpretato nella scorsa edizione dal leggendario Mikhail Baryshnikov e dall’attore americano Willem Dafoe. Quest’anno Wilson ci regala un’altra magistrale regia con il suo nuovo spettacolo Peter Pan”. Nel Peter Pan, opera immortale di James Matthew Barrie, Robert Wilson trasforma l’universo rocambolesco popolato di pirati, indiani, sirene e fanciulli che possono volare, in uno spettacolo teatrale pieno di invenzioni, sostenuto dalle musiche originali del duo nordamericano di folk psichedelico CocoRosie e, come sempre, dagli splendidi attori e musicisti della compagnia del Berliner Ensemble. Lo spettacolo sarà in scena venerdì 4 luglio ore 20.00, sabato 5 luglio ore 17.30 e domenica 6 luglio ore 15.00 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, in lingua tedesca e inglese con sottotitoli in italiano.

Altra grande protagonista di domani, in una prima ed esclusiva assoluta italiana per il Festival dei 2Mondi, è la compagnia del San Francisco Ballet, riconosciuta a livello internazionale come una delle più dinamiche al mondo. Sotto la direzione artistica di Helgi Tomasson, il San Francisco Ballet torna a Spoleto dopo più di 30 anni per mostrare al pubblico ed alla critica, la propria versatilità, le qualità artistiche e l’atletismo che da sempre la caratterizzano. Nel magico scenario del Teatro Romano, da domani alle 21.15 e per tre serate consecutive, la compagnia presenta: From Foreign Lands, “viaggio poetico attraverso l’Europa”, creato dall’artista in residenza all’American Ballet Theatre Alexei Ratmansky; Variations for Two Couples di Hans van Manen, coreografo residente al Dutch National Ballet; Voices of Spring, un giubilante pas de deux creato da Sir Frederick Ashton nel 1977 per la Royal Opera House; e l’elegante 7 for Eight di Helgi Tomasson, diventata una pietra miliare del repertorio del San Francisco Ballet fin dal suo debutto nel 2004.