RICCARDO DE PALO: IL RITRATTO DI VENERE

Il romanzo storico – biografico del giornalista Riccardo De Palo Il ritratto di Venere edito Cavallo di ferro e dedicato a Diego Velázquez presenta anzitutto una scorrevole facilità di lettura, senza però togliere l’aurea di mistero al lettore, chiamato a partecipare attivamente nelle vicende politiche del 1.600. Velázquez, che deve il suo cursus horum a Filippo IV d’Asburgo, sovrano spagnolo nonché signore del vasto impero edificato da Carlo V, viene tratteggiato nella propria identità di artista prestato alla diplomazia con l’intento riuscito di trasmettere la sua umanità ora intraprendente e volenterosa e ora vincolata agli affetti, come dimostra la storia di Marta, la popolana romana conosciuta nel secondo viaggio in Italia ( 1650) e ritratta nella celebre opera Venere allo specchio.
Riccardo De Palo guarda con occhi stranieri, appunto quelli di Velázquez, l’Italia del 1600, frammentata , perché il Regno di Napoli era di dominazione francese, mentre lo Stato pontificio al nord confinava con i possedimenti lombardi degli Asburgo e con gli altri piccoli stati come il Ducato di Parma e il Gran Ducato di Toscana. Una geografia politica dispersiva che ha origini antiche e che si ripropongono ancora oggi. Papa Urbano VIII fedele alla Francia; il successivo pontefice Innocenzo X e Donna Olimpia Maidalchini , detta la Papessa: Olimpia prima, pontefice non massimo; le doppiezze di Francesco I d’Este; la fragile umanità di Filippo IV e la sua confidenziale amicizia con Velázquez; ma anche i personaggi del popolo come Marta o gli intellettuali e scienziati come il sacerdote romano Matteo Campani degli Alimeni sono solo alcuni dei personaggi che si snodano di regno in regno, di colore in colore. Ritrarre le personalità diventa per il giornalista, caporedattore per le pagine degli esteri de Il Messaggero, affrescare la trama e l’ordito di un’ epoca assai complessa, anche e soprattutto dal punto di vista diplomatico:
Sapevo per esperienza come i misteri più profondi dell’anima fossero tracciati sulla superficie del volto; coloro che volevano conservare un segreto facevano del loro meglio per renderlo ben visibile; così nessuno avesse a sospettare di ciò che si esibiva liberamente alla luce del sole .
De Palo sa cogliere quindi le sfumature di ogni personaggio, senza però dimenticare le urgenze della storia, cause motrici delle evoluzioni anche personali dei personaggi ; a iniziare da Filippo IV e da Velázquez. Ma Il ritratto di Venere non è solo un romanzo storico-biografico, in quanto anche epistolare. Infatti tutto il romanzo è una lunga e sincera lettera a Juan de Còrdoba, lo schiavo condotto con lui in Roma per il secondo viaggio in Italia, volto all’acquisto di opere d’arte per il sovrano . Juan verrà poi liberato dalla sua condizione servile con atto notarile; l’amicizia tra Juan, che nel corso degli anni era diventato il fratello minore dell’artista, e Velázquez era così corroborata che fu lo stesso pittore ad affidargli Antonio, il figlio nato dalla breve, ma infuocata, relazione con Marta:
Ho ancora impresso in mente quel tuo viso gioviale, che infondeva serenità in chiunque avessi incontrato sulla tua strada; e fui molto felice quando mi confessasti che mi consideravi come un fratello maggiore .
In conclusione il romanzo di Riccardo De Palo non è da considerarsi solo un affresco intrigante e fascinoso di un’epoca storica, ma anche il ritratto di un’amicizia profonda, così sapiente da scavalcare i limiti imposti dalla classe sociale

Allleva e Ronconi: informazioni logistiche

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A Spoleto56 attivo un servizio di navette gratuite

La Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto mette a disposizione un servizio gratuito di bus-navette presso Piazza Vittoria e Piazza Carducci per tutti coloro che acquistano i biglietti degli spettacoli:

– Pornografia per la regia di Luca Ronconiin scena presso il teatro Francesco Torti di Bevagna sabato 6 luglio, domenica 7 luglio e da martedì 9 luglio a venerdì 12 luglio;

– Decalogo Parte I – I Comandamenti dal I al V , da un’idea e regia di Stefano Alleva, in scena presso San Salvatore sabato 29 e 30 giugno, da giovedì 4 a domenica 7 luglio e da mercoledì 10 a sabato 13 luglio.

Per poter usufruire del servizio, è necessario effettuare una prenotazione telefonica al numero 0743 221689 – tasto n. 6 ufficio housing – oppure inviare una mail a distribuzione@festivaldispoleto.com entro 48h prima dello spettacolo.

La navetta per San Salvatore effettuerà i seguenti orari e itinerari :

Partenze

Primo turno:

– ore 20.15 partenza da P.za Carducci

– ore 20.20 P.za Vittoria/Ponte sanguinario

Secondo turno:

ore 20.30 partenza da P.za Carducci

ore 20.35 P.za Vittoria/Ponte sanguinario

Il capolinea sarà effettuato a San Ponziano con tragitto a piedi di pochi minuti per raggiungere San Salvatore

Ritorno : S. Ponziano: ore 22.30 e ore 22.45

La navetta per Bevagna effettuerà i seguenti orari e itinerari:

6 luglio

Partenza da Spoleto :

ore 19.50 da P.za Carducci

ore 19.55 P.za Vittoria/Ponte sanguinario

Partenza da Bevagna : mezz’ora dopo la fine dello spettacolo, circa le ore 01.00

dal 7 all’ 11 luglio

Partenza da Spoleto :

ore 18.50 P.za Carducci

ore 18.55 P.za Vittoria/Ponte Sanguinario

Partenza da Bevagna: mezz’ora dopo la fine dello spettacolo, circa le ore 24.00

Giorno 12 luglio

Partenza da Spoleto :

o re 15.50 P.za Carducci

ore 15.55 P.za Vittoria/Ponte Sanguinario

Partenza da Bevagna : mezz’ora dopo la fine dello spettacolo, circa le ore 21.00

La collettiva del 56 ° Festival di Spoleto , organizzata dalla Bottega dell’Arte

La Bottega dell’Arte , sita in Spoleto, diretta da Katy Laudacina, organizza in occasione del 56° Festival di Spoleto una mostra collettiva, ove convergono pittura e scultura.

La pittura

Sezione figurativa:
Marco Antonio Sorcetti propone paesaggi ove predomina un’anima pastorale: in essi gli edifici sacri interagiscono nel silenzio che li avvolge in un aurea disincantata. Predomina un senso di pace profonda e di riflessione che li ingloba in una dimensione distaccata dal mondo e dalle tensioni di quest’ultimo, le quali ingabbiano l’uomo. Vitale Jane condivide lo stesso senso d’introspezione nelle fanciulle rappresentate dall’artista e colte in un momento di riposo. Il colore predominante è il marrone: intimistico e contemporaneamente concreto. E ‘ la cromia della terra , capace e di sostare e di riflettere i ritmi della vita. Una dolcezza che non è inconsistente. Luminosa e libera in spazi vasti è Ornella Zuccherini: i suoi acquerelli, raffiguranti il paesaggio per lo più dell’Umbria settentrionale, sono immersi in una serena luce velata ( un omaggio al Perugino) , ma carica di colore. In lei serenità e forza generano armonia. Donne alla ricerca Andreina Gobetti e Katy Laudacina: la prima esprime con l’attenzione ai particolari l’India e l’estremo oriente: i santoni e le città con le proprie e variegate architetture. Un iperrealismo che trasuda spiritualità dalla fedeltà alla carne, o meglio alle rughe della pelle, consce dei travagli della vita. La seconda pittrice invece è di ambito naif e la sua cifra sono donne vestite di colore e di semplicità e immerse in una natura fiabesca: un mondo che si sta perdendo ma che riaffiora con nostalgia , quando riusciamo a staccarci dalla tecnologia digitale, dalla quale siamo ora dipendenti. Un naif surreale e fiorito invece è quello di Giuseppe Solimando, in cui il fruitore si trova immerso in mondi fantastici e fortemente evocativi per chi li osserva: lo associo al film Parnassus di Terry Gilliam. Sanguigno, appassionato e scolpito Enzo di Franco: una pittura nerboruta come i marinai della sua Sicilia, della quale ne coglie tutta l’intensità esistenziale e cromatica, ma soprattutto drammatica. I suoi tonni pescati e sanguinanti sembrano cantare la teatrale canzone di Domenico Modugno “ U pisci spada”, una mattanza che umanizza d’amore anche i pesci.
Sezione informale:
Carla Curti propone opere astratte ove il colore diviene tensione e forza dinamica: si aprono varchi di luce e di ombra nell’universo. L’esito di un cammino di autodefinizione che si è svolto nella spogliazione di ciò che appesantisce per lasciare a ciò che è essenziale lo spazio di esplodere senza distruggere . Segnico, spirituale e quasi acromatico è Pier Giovanni Bubbani , fatta eccezione per i rossi e gli azzurri che incastona nelle nere strutture incise sulla tela écru. Ma anche travolgente come onde di energia che vanno a strutturare cicli di vita nel cosmo. In una sola parola , ma soprattutto nella vita: determinato .

Scultura:
Giorgio Carlini non è né un pittore né uno scultore: è un pitto-sculture, che elabora bassorilievi in ferro. Nudi di donna che pure assaporano la vita; alberi forti e presenti e soli irradiati trasmettono fiducia nella vita. Tutti i pezzi coesistono in armonia, come nel bassorilievo geometrico e policromo. Significativa la presenza femminile. Maria Rita Felicini e Rosella Baciocchi testimoniano la fecondità dell’arte. La prima è una signora della scultura: le sue mani vissute e intense non hanno perso la freschezza e la gioventù di una donna innamorata della vita, che va preservata con ogni tenerezza possibile. Rosella Baciocchi è un artista a tutto tondo: grafico, pittrice e scultrice in cera, legno e metalli. Nota per le sue bambole in cera, propone invece in questa occasione sculture essenziali in rame, ottone e legno, dal soggetto femminile. In una parola poliedrica. Roberto Cianella coglie nella sua Dafne, realizzata in marmo di Carrara, l’essenza stessa della femminilità: tonda, tenera e sublime. Dolcezza femminile in mani maschili, data anche la preziosa fragilità di una materia che appare solida; lo scultore non deve tanto urtare le vene del marmo, quanto l’uomo non rispettare i silenzi di una donna. Drammatico e strutturato è invece Marco Mariucci , il quale presenta Barabba, opera in marmo nero e giada. Artista che sa cogliere tutta la sacra drammatica dell’uomo, che si trova costretta ad un bivio. Il sacrificio del giusto o la libertà del colpevole? C’è chi sceglie per il Barabba di turno la seconda opzione e Barabba , liberato da ogni giustizia, alza il capo , getta le catene e deciso se ne ritorna alla propria strada.

Venerdì 28 giugno: si accendono i riflettori sulla 56esima edizione del Festival dei 2Mondi

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Venerdì 28 giugno prenderà il via Spoleto56 – Festival dei 2Mondi con un cartellone ricco e affascinante: 29 spettacoli e 120 alzate di sipario, 2 rassegne cinematografiche, laboratori teatrali, mostre d’arte, concorsi e premi.

Le vie di Spoleto si arricchiranno di artisti, attori internazionali e nazionali, personalità di spicco riempendo la città di grandi eventi, suoni, vivacità e una nuova luce carica di festosità.

Alle ore 18.00 al Teatrino delle 6, con Lungs di Duncan Macmillan e la regia Massimiliano Farau, prende il via European yuong theatre, un progetto dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, che ospiterà più di 50 giovani attori e registi europei per un grande laboratorio dedicato alla nuova creatività.

Alle 21.00 nella splendida cornice del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti debutterà l’attesissimo The piano upstairs: nato da un’idea della coreografa Alessandra Ferri e dal librettista John Weidman. In scena la prima ballerina sarà affiancata dal carismatico attore Boyd Gaines e dai ballerini Attila Csiki, Stephen Hanna e Andrea Volpintesta. La regia sarà curata da Giorgio Ferrara.

Un’occasione speciale che vede il ritorno alle scene, dopo anni di assenza, della prima ballerina assoluta Alessandra Ferri; una serata unica che vedrà il Teatro arricchirsi di un parterre d’eccezione, tra gli ospiti attesi Massimo Bray Ministro Beni e Attività Culturali e il Sottosegretario On. Ilaria Borletti Buitoni, Gianni Letta, Salvatore Nastasi, il Prof. Umberto Veronesi, la Sen. Elisabetta Casellati, Maestro Alvise Casellati, la Sen. Linda Lanzillotta, Fausto Bertinotti, Isabella Rossellini, Pia Lindstron, Adriana Chiesa Di Palma, M° Alessio Vlad, Krzysztof Zanussi, M° James Conlon, la Principessa Martine Orsini, il Principe Sforza Ruspoli, Virman Cusenza, Ernesto Galli Della Loggia, Giulio e Carla Vittoria Maira, Carla Fendi e Candido Speroni, Enrico Medioli, il Maestro Piero Tosi, Natalia Aspesi, Marta Marzotto, Ricky Tognazzi, Simona Izzo e Giuppy Izzo

In concomitanza con l’inaugurazione della 56esima edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto venerdì 28 giugno alle ore 24.00 riapre dopo dieci anni, nel centro di Spoleto, La Tartaruga, storico locale che negli anni ‘70, ‘80 e ‘90 animò le notti del Festival con le sue indimenticabili feste.

La Tartaruga tornerà a essere, durante i 17 giorni del Festival, il punto di riferimento e di richiamo offrendo un nuovo luogo d’incontro per il dopo-teatro

La tartaruga sarà uno spazio speciale dove oggi, come un tempo, sarà possibile incontrare e mescolarsi con i personaggi che caratterizzeranno questa 56esima edizione del festival e non solo, come grandi volti della scena dal cinema al teatro, musica, danza, arte e letteratura.

Con un programma di musica live, dj set, esibizioni di artisti internazionali e locali La Tartaruga animerà le notti spoletine facendo si che la magia del Festival prosegua sino a tarda notte.

A Spoleto56 inaugura la mostra “Sconfinamenti

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Sabato 29 giugno alle ore 11.00, presso il Chiostro della Rocca Albornoziana verrà inaugurata “Sconfinamenti”, la mostra inserita all’interno del programma ufficiale della 56esima edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto e curata da Achille Bonito Oliva.

Saranno presenti Giorgio Ferrara e il curatore Achille Bonito Oliva e il direttore creativo Franco Laera, che illustreranno il progetto artistico.

La mostra si strutturerà all’interno degli spazi della Rocca Albornoziana: Aule didattiche, Salone d’Onore e Camera Pinta.

Il progetto di allestimento prevede un percorso di sei istallazioni:

Installazione #1 Peter Greenaway – The ice time

Installazione #2 Ahmet Güneştekin – Belek (Memorie)

Presso la sala1 e la sala2 delle Aule Didattiche-pian terreno

Installazione #3 Shirin Neshat – Il teatro è la vita. La vita è il teatro. Don’t ask where the love is gone.

Installazione #4 Sislej Xhafa – Shhhhhhhhhhhhht

Installazione #5 Shoya Azari – The king of black

Presso il Salone d’Onore–primo piano

Installazione#6 Sri Astari Rasjid – Undercover, underwear, underworld troops

Presso la Camera Pinta–primo piano

Per visitare le istallazioni non è previsto il pagamento di un titolo d’accesso, ma per accedere ai locali della mostra sarà necessario acquistare l’ordinario biglietto d’ingresso alla Rocca Albornoziana

Prediche – Le Opere di Misericordia A Spoleto56 la presentazione del volume “I Vizi Capitali”

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Sabato 29 giugno alle ore 17.00 presso la Chiesa di SS. Domenico e Francesco, prenderà il via il nuovo ciclo di prediche sulle Opere di misericordia spirituale.

Dopo la felice esperienza dell’anno scorso, in cui le prediche sui sette vizi capitali hanno riscosso un interesse di pubblico eccezionale quest’anno il Festival dei 2Mondi, sempre in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, propone un nuovo ciclo di prediche, questa volta dedicato alle Opere di misericordia spirituale.

In occasione della prima predica, verrà presentato il volume I vizi capitali a cura di Lucetta Scaraffia, che raccoglie i testi delle prediche tenute nella stessa sede lo scorso anno da Enzo Bianchi, Renato Boccardo, Rino Fisichella, Andrea Lonardo, Vincenzo Paglia, Gianfranco Ravasi, Pierangelo Sequeri. Un testo, come spiega la curatrice, nato dalla necessità e volontà di voler condividere queste prediche ma soprattutto perché attraverso di esse “ gli oratori parlavano dei nostri problemi, delle nostre vite e spiegavano in un modo che oggi può risultare nuovo il senso di disagio e di infelicità che spesso le percorre. Le prediche di Spoleto hanno fornito uno spunto di riflessione, riprendendo concetti che sembravano dimenticati: molte delle abitudini che oggi vengono considerate lodevoli sono in realtà vizi che ci avvelenano l’anima, e quindi la vita. Il libro che raccoglie queste prediche permette di rivivere questi momenti e di riflettere più a lungo sugli stimoli che ogni predicatore ha dato“.

Attraverso il ciclo delle prediche è stata ripresa un‘antica forma di comunicazione che, purtroppo, con il passare degli anni e la concorrenza dei mezzi di comunicazione di massa si è andata perderndo. Il Festival di Spoleto, proponendo questo ciclo di prediche ognuna centrata su uno dei peccati capitali, ha voluto dare l’opportunità di gustare nuovamente quest’antica emozione. La collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, inoltre, ha assicurato non solo la qualità nella scelta dei predicatori ma anche un interessante nuovo tipo di collaborazione: portare la parola cristiana in contesti dove abitualmente non si sente.

Il volume verrà presentato da S.E. monsignor Rino Fisichella e da Lucetta Scaraffia

Spoleto 56: il suggestivo e coraggioso decalogo di Stefano Alleva , interpretato nella Chiesa di San Salvatore

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“Decalogo” è un progetto di allestimento teatrale che ha la sua fonte d’ispirazione nell’opera cinematografica del regista polacco Krzysztof Kieslowski.

I dieci Comandamenti hanno la forza di essere leggi capaci di costituire le linee guida valoriali di ciascun essere umano nella propria interiorità e individualità, ma anche di modellare i rapporti sociali e le relazioni tra un individuo e l’altro.

L’esigenza di avvalersi del mezzo teatrale, nella sua potente immediatezza e verità, per accostarsi al flusso dei turbamenti, delle inquietudini, della disperata ricerca e riscoperta dei valori a fondamento dell’esistenza, dell’angoscioso anelito metafisico, spesso inconfessato, inconsapevole o addirittura dissimulato, dell’Uomo contemporaneo ha costituito il presupposto che ha ispirato l’idea progettuale e che anche ne rappresenta la motivazione profonda.

Il progetto è stato concepito per debuttare in prima assoluta al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
“Decalogo – Parte I”, Comandamenti da I a V, è proposto infatti nel programma ufficiale della 56ma Edizione del Festival di Spoleto.

Si tratta di cinque spettacoli teatrali compiuti, frutto dell’elaborazione drammaturgica di altrettanti soggetti originali ispirati da fatti di cronaca, da storie di umanità e di vita quotidiana con alto valore simbolico e drammatico.

Nell’impostazione drammaturgica si è voluto evitare di prendere una posizione confessionale o moralistica, al contrario l’intenzione è di porgere e proporre riflessioni su temi elevati e significativi che comportino coinvolgimento e identificazione negli spettatori, lasciando assoluta libertà di posizione e d’interpretazione.

La scrittura delle piéces è di due giovani Autori: Mara Perbellini e Andrea Valagussa con la collaborazione del regista Stefano Francesco Alleva.

La regia e l’elaborazione drammaturgica del progetto sono di Stefano Francesco Alleva.

L’allestimento e la programmazione di “Decalogo – Parte I” avvengono, nell’ambito del festival di Spoleto, nella straordinaria location della basilica di San Salvatore, patrimonio dell’umanità dell’Unesco..

La struttura “chiusa” e compiuta di ciascuna pièces consente agli spettatori una fruizione del progetto in forma parziale o integrale, secondo le varie possibilità e circostanze.

Il Cantico dei Cantici di Lux Arcana.

 

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Per svelare l’ultima produzione di Lux Arcana abbiamo approfittatto del
prezioso tempo che ci ha dedicato una delle due anime del progetto, la
cantante lirica Cristina Diaz Abella. Nella sua ultima attività di ricerca e
sperimentazione Cristina, insieme a Luciano Daini -compositore, geniale
talento e polistrumentista- studia un progetto denominato Lux Arcana, con il
quale intende proporre della musica che proviene dalla stessa località
d’origine misteriosa dell’Uomo.

Il progetto è nato da qualche anno, e con l’ultima produzione, Lux Arcana ha
raggiunto una maturità sufficiente per proporre una delle liriche più
antiche, belle, misteriose, toccando la dimensione umana del racconto della
bellezza del rapporto ed eros di coppia: “Il Cantico dei Cantici”.

Il Cantico è un testo nato in Ebraico proveniente dal mitico terzo Re
d’Israele, Salomone -con tutte le incertezze accademiche alternative
polemiche del caso- Cristina è uno spirito libero, internazionale, positivo,
sempre alla ricerca e alla scoperta della bellezza del mondo e anche fuori
dal mondo. Trattare uno specifico argomento per lei significa proporre prima
a se stessa e poi al pubblico, una sintesi della comunicazione
dell’Universo. Propone dunque il Cantico del X o VI sec.a.C., una lirica
sempre attuale perchè celebra l’uomo per mezzo dell’amore di coppia. Sceglie
la bellissima versione latina, un omaggio lirico alla Tradizione italica che
ha sposato dal 2005 e che proviene dai suoi studi musicali lirici,
dall’affermazione del Melodramma italiano. Il suo eclettismo è spirito della
sua continua ricerca e sperimentazione. Voce impostata e proiettata in
avanti della lirica, conosce la lezione degli ultimi Maestri come Wagner e
Puccini -la loro esigenza di sperimentare sacrificando cantanti al servizio
completo della composizione e dello spettacolo. Ma conosce anche il
messaggio della Natura che è molto più semplice e diretto. La natura si
manifesta con i propri suoni. Dio e l’uomo attraverso la voce, la parola, i
numeri, le proporzioni, il canto. E’ concepibile anche un canto, una musica,
un’armonia o contrappunto che proviene da una dimensione sconosciuta ma che
si confronta con le altre comunicazioni in un ecumenesimo di arti, pensieri
e culture.

Il progetto non pretende di essere un qualcosa di filologica e fedele
ricostruzione secondo il sistema musicale ebraico. -L’antico sistema
musicale ebraico era costruito su una scala eptatonica, a somiglianza
dell’attuale sistema occidentale di oggi. Ricalca il modo minore armonico
attuale con il settimo grado sensibile e secondo, terzo, sesto grado
abbassati.-

Segue il tradizionale sistema temperato moderno con le tradizionali scale
musicali maggiori e minori e il tradizionale diapason moderno attestato a
440hz. Presenta una moltitudine di tonalità diverse spesso con molti
accidenti in chiave. Si esplorano tonalità come il fa diesis, lab maggiore,
re minore naturale, do diesis.

Affrontare un testo come il Cantico musicalmente è una bella sfida. Un
arrangiamento apprezzabilissimo. Una voce lirica strepitosa. Impostazione in
maschera perfetta, con tessitura estesissima, armonici corposi e un bello
squillo negli acuti. Lascia immaginare le voci dell’epoca d’oro del
Melodramma! Seguita da un compositore come Luciano Daini che inventa
armonizzazioni e orchestrazioni molto originali improvvisando con ritmi e
ingressi di strumenti sempre diversi.

Il lavoro, che verrà presentato a Spoleto, in prima mondiale nelle date del
Festival 2013, e a settembre in prima tedesca, in occasione della Mostra
fotografica sulla luce emanata dalla polvere della Cattedrale di Colonia di
Thomas Otto Schneider, è diviso nei seguenti episodi:

Capitolo 1

Brano strofico, polifonico (2 e 3 voci), con traccia melodica molto
celebrativa. Il primo brano a cappella per contralto e tenore inizia con
“Osculetur me osculo oris”, mi baci… con la sua bocca. Ha avvio una voce
scura femminile imperiosa e un tenore implorante -che spesso in ostinato
ripete ossessivamente la dominante, lasciando passivamente aperto il
discorso, ma con la facoltà di poter risolvere da un momento all’altro- Il
re minore naturale tonalità definita eccentrico eccitante, evoca un giallo
oro brillante che difficilmente svanisce per la concatenazione di accordi
I-VI-VII-I e I-II-VII-I. Un’introduzione molto accattivante che sebbene
torni allo stato fondamentale, lascia aperto un’inquisitorio riinizio.

Capitolo 3

Nota iniziale re# in un episodio in cui c’è la levata dal letto per la
ricerca dell’amato tonalità d’impianto fa# maggiore (sei alterazioni).

Sulla 4 strofa intervento dell’organo sulla nota Fa al testo del soprano
“Paululum cum pertransissem eos,” che stride in Fa# del canto, al
ritrovamento dell’amato. L’ingresso dell’organo ‘strilla’ con degli acuti di
false relazioni simultanee (dissonanze) di gioia. Poi la successiva fase è
duodecima che prelude all’ingresso dei valorosi d’Israele con Salomone in
primo piano tonalità del La maggiore (3 alterazioni in chiave).

Capitolo 5

Il lab (4 alterazioni in chiave) del brano presuppone la morte, il giudizio,
evocando un colore porpora-violetto. La tonalità d’impianto modula alla
sottodominante -intervallo che evoca un color giallo-marrone- nel do# (sette
alterazioni in chiave e costellazione in Scorpione) sul finale -il colore
associato diventa viola colore sensuale con una vena malinconica e triste.
E’ la parte del Cantico in cui l’amato torna a casa ma l’amata non è pronta
ad aprire la porta e l’amato si allontana. La donna nella ricerca affannosa
dell’amato descrive le sue bellissime sembianze alle figlie di Israele.
L’angoscia pervade l’episodio.

Jacopo Feliciani

§

Il Giardino dell’Eden di Cristina Diaz Abella.

Una sintesi del curatore.

Seguo con molta attenzione la produzione artistica della Diaz, non per
l’amore che nutro per la Lirica, che potrebbe indurmi ad un giudizio di
parte. Le opere pittoriche di Cristina possiedono una forza dei colori, del
tratto e dell’accostamento che rendono il senso dell’azione inimitabile. Un
dinamismo in atto che lascia immaginare l’eternità dell’azione in forme
mutevoli e varie, con risvolti in sorprendente evoluzione. Conosco Cristina
nella sua produzione letteraria -per la quale sfoggia una capacità
d’invenzione, descrizione, movimento della trama e dell’intreccio da grande
novelliere- nella produzione lirica -con una voce disarmante e
originalissimi composizioni. La produzione pittorica riconferma l’enorme
carattere e decisione delle fiere Origine ispaniche che si fonde con
l’innovazione dell’immagine secondo i dettami della dinamica Accademia di
Bruxelles, Capitale d’Europa. Messaggi altamente istruttivi tesi al rispetto
del Creatore, alla difesa dell’uomo, del creato e in modo speciale della
Natura. Ma anche del dialogo e rispetto tra culture, popoli e confessioni
religiose in un positivo ecumenismo. La produzione pittorica si caratterizza
per un’interpretazione policroma accesa, vivace e brillante, un tocco che
ricorda i paesaggi Macchiaioli italiani interpretati in una maniera più
silvana, il Fauvismo inteso in maniera molto originale e ancor di più il
genio creativo di Vincent Van Gogh, a cui si aggiungono pochi riferimenti
simbolisti, ma ricorrenti. I colori dominanti sono i blù dell’Unione e i
verdi della Natura, quelli prediletti dell’Artista.

Jacopo Felician

e20Umbria.it : le nuove voci del Festival dei 2Mondi sul web a Spoleto56 Festival dei 2Mondi

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Questa mattina Martedi 25 Giugno 2012 si è tenuta presso Palazzo Racani Arroni di Spoleto, la conferenza stampa di presentazione di “e20Umbria: le nuove voci del Festival dei 2Mondi sul Web”, un progetto innovativo promosso dalla Fondazione Festival dei Due Mondi con il sostegno di Regione Umbria, Comune di Spoleto, Camera di Commercio di Perugia

Alla conferenza stampa sono intervenuti Fabrizio Bracco Assessore alla Cultura Regione Umbria, Daniele Benedetti Sindaco Città di Spoleto, Giorgio Ferrara Direttore Artistico Festival dei 2Mondi

L’incontro ha illustrato il progetto: il Festival dei 2Mondi, Spoleto e l’Umbria, alcuni tra i più importanti blogger italiani, 4 giovani blogger selezionati con un contest on-line, uniti per raccontare un Festival e una regione in modo nuovo; uno spazio web aperto alla condivisione e all’incontro, tutto questo è e20umbria.it.

Un innovativo progetto on-line per raccontare il Festival dei 2Mondi, gli spettacoli, gli eventi, il “dietro le quinte”, ma anche Spoleto e tutto il territorio umbro attraverso il contributo di 10 blog (e 16 blogger) tra i più importanti in Italia nella cultura e turismo.

Ha aperto l’incontro Giorgio Ferrara, che si è dimostrato soddisfatto ed entusiasta del progetto che si inserisce nel quadro di forte operatività in Rete messo in atto dal Festival nel corso delle ultime edizioni e in particolar modo per Spoleto56. Infatti saranno ben cinque le piattaforme “social” – Facebook, Twitter, Youtube, Pinterest e Storify – che porteranno il Festival nelle strade del web per condividere con gli innumerevoli fruitori di internet i contenuti, i messaggi e le testimonianze su ciò che accadrà tra il 28 giugno e il 14 luglio 2013.

Nella stessa ottica, il Direttore Artistico ha ricordato altre due importanti iniziative che hanno contribuito a un notevole incremento di accessi già rilevati quest’anno per il sito ufficiale del Festival: i video virali che trasformano per pochi secondi addetti e lavori e non in “testimonial diffusi” attraverso lo slogan “perchè di 2Mondi ce n’è uno…”; e un video-contest (in collaborazione con Air-France), aperto a tutti e dedicato al tema della “passione” (parola chiave del Festival di Spoleto).

A seguire è intervenuto il Sindaco di Spoleto Daniele Benedetti che ha portato i saluti del Presidente della Camera di Commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni, assente per motivi istituzionali. Il Sindaco ha confermato e sostenuto quanto dichiarato da Mencaroni che afferma «L’utilizzo dei digital media nelle attività di comunicazione e promozione territoriali è ormai aspetto imprescindibile, capace di generare una ricaduta positiva sull’intero sistema economico locale. Dietro e20umbria.it vedo un Umbria dai mille volti, ma al tempo stesso coesa, unita; un Umbria da raccontare e riscoprire, conducendo il visitatore in un viaggio che “allarga la mente, e le dà forma”, seguendo ineffabili bellezze artistiche e ambientali, ma che sa indirizzare lo sguardo anche verso le innumerevoli peculiarità, tipicità ed eccellenze generate dalla nostra terra straordinaria».

Ha concluso l’Assessore alla cultura della Regione Umbria Fabrizio Bracco, il quale ha dichiarato come questo progetto lo abbia subito entusiasmato facendo si che la Regione Umbria contribuisse alla sua realizzazione. Secondo l’Assessore il mondo dei blog, oggi, è un altro importante aspetto di promozione, nell’ottica di unire strumenti e strategie in una stretta collaborazione e soprattutto con una logica innovativa. I blog sono un nuovo modo di fare informazione, in tempo reale e con un linguaggio aggiornato e innovativo, che vuole arrivare ad un target più giovane esaltando tutti gli aspetti anche quelli meno evidenti di un festival, invece, così ricco.

Un Festival che amplia sempre più i suoi orizzonti tenendosi costantemente aggiornato e aperto ai nuovi media e fruitori. Ben 16 bloggers verranno accolti durante questa 56esima edizione, per permettere di far respirare a tutti gli utenti, quelle emozioni e sensazioni che il Festival propone, oltre ovviamente al programma della manifestazione, e a una serie di informazioni utili su artisti, spettacoli e approfondimenti.

Con Jean Louis Espilit aspettandoil 56° Festival dei due Mondi….

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Il Centro Culturale Poli d’Arte ( Via Duomo 27, Piazza Signoria in Spoleto) sabato 22 giugno 2013 alle ore 17,30 conclude la mostra personale di Jean Louis Espilit, artista internazionale proveniente da Parigi, con un evento intitolato “ Con olio di letizia: l’identità territoriale e spirituale dell’Umbria”, al quale interverranno il dott. Ideale Piantoni, vice-ministro regionale dell’OFS Umbria; il dott. Giorgio Pannelli, già I° ricercatore C.R.A. OLI Spoleto, i poeti di “ Fare Cultura” ( Sandro Costanzi, Paolo Parigi, Valerio Rosati e Danilo Santi) e l’attore regista Stefano Alleva. Sarà presente l’ artista; raffinato e prezioso nelle cui opere pittoriche si respira un’ispirazione segnica ove tratto e cromia convergono a suggerire rispettivamente i moti dell’anima e le pulsioni energetiche; il rosso, il verde, il marrone, il nero e il grigio: queste le cromie usate nei suoi lavori e fortemente evocative. Carte finemente elaborate vanno a costruire varchi in dialogo ove si colgono essenze autentiche. L’artista realizza anche arazzi di pregiata fattura. La mostra , iniziata il 1 giugno e che si conclude il 23 dello stesso corrente mese, è curata da MariaLetizia Cassata, che ne illustrerà le dinamiche. L’evento, dedicato all’olio, è un omaggio culturale alla figura di San Francesco di Assisi, che deve il suo secondo nome a Pietro di Bernardone, il quale volle chiamare Francesco il figlio , ,battezzato Giovanni, dopo un viaggio commerciale svoltosi in Francia. Quest’anno inoltre sarà l’Umbria a donare l’olio per la lampada votiva del santo. Conclude l’incontro Stefano Alleva che presenterà la propria rassegna drammatica , inserita nel cartellone della 56a edizione del Festival dei due Mondi: “ Il Decalogo: Dal I al V comandamento”.
Sandro Costanzi