SPOLETO 57: KING SIZE

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Musica

San Nicolò Teatro
12 Luglio 2014 h 18:00
13 Luglio 2014 h 17:30

Variazioni enarmoniche
Una Liederabend di Tora Augestad, Duri Bischoff, Bendix Dethleffsen, Michael von der Heide, Christoph Marthaler, Sarah Schittek, Malte Ubenauf e Nikola Weisse

con Tora Augestad, Bendix Dethleffsen, Michael von der Heide, Nikola Weisse

regia Christoph Marthaler
direzione musicale Bendix Dethleffsen
scenografia Duri Bischoff
costumi Sarah Schittek
luci HeidVoegelinLights
drammaturgia Malte Ubenauf

produzione Theater Basel, Svizzera

spettacolo in lingua tedesca e inglese con sottotitoli in italiano a cura di Prescott Studio, Firenze

si ringrazia la ditta Angelo Fabbrini Pianoforti – Pescara per la preziosa collaborazione

musica e canzoni

Francis Lai Bilitis
Johann Jakob Wachsmann Wachet auf es krähte der Hahn
Johann G. Ebeling Die güldne Sonne
The Kinks I go to sleep
Robert Schumann Seit ich ihn gesehen
Érik Satie Le Chapelier
Suzy Solidor Ouvre
Richard Wagner Tristan und Isolde
The Jackson Five I’ll be there
Boby Lapointe Mélie Mélodie
W.A. Mozart Le nozze di Figaro
Stephen Sondheim You could drive a person crazy
Geschwister Schmid Übre Gotthard flüget Bräme
Robert Schumann Stille Liebe
Robert Schumann Dein Angesicht
Robert Schumann Des Sennen Abschied
Hans Hammerschmid Titelmelodie Schwarzwaldklinik
Karel Svoboda Biene Maja
Münchener Freiheit Solang man Träume noch leben kann
Ludwig v. Beethoven Andante per pianoforte
Michel Polnareff Tout pour ma chérie
Schweizer Abbigsternli
John Dowland Come heavy sleep
Carola Fangad av en stormvind
Al Jolson Sonny Boy
Robert Schumann Abendlied
Gustav Mahler Adagietto aus Symphonie Nr. 5
Ludwig v. Beethoven Die Wut über den verlorenen Groschen
Alban Berg Dem Schmerz sein Recht
Volkslied Es waren zwei Königskinder

In King Size Marthaler si è davvero espresso al suo meglio: in una stanza d’albergo una coppia sta cercando di dormire mentre scopre che i propri sogni e il proprio letto sono entrambi troppo grandi… Lo spettacolo unisce le note di Schumann e Dowland, Wagner e Mozart alla musica di The Kinks e dei Jackson Five.

Per “enarmonia” s’intende una tecnica di composizione musicale che permette di scrivere uno stesso suono alla stessa altezza in due modi diversi e quindi aventi due funzioni differenti, così come accade per il sol diesis e il la bemolle. La maggior parte dei compositori degli ultimi due secoli hanno fatto un largo uso di questa tecnica, molto probabilmente per una ragione semplice: essa rende perfettamente l’idea dell’evoluzione e della metamorfosi. E cosa c’è di più vicino alla vita di questi concetti? Ogni rapporto umano non consiste forse in un legame enarmonico di qualche tipo? Ogni matrimonio, ogni amore segreto, ogni bacio?
E poiché è un fatto tanto ovvio quanto misterioso, Christoph Marthaler e il suo ensemble si cimentano in una sorta di microchirurgia sul cervello, penetrano quel luogo oscuro nel quale, nel cuore della notte e nel sonno più profondo, i processi “enarmonici” trovano la loro forza.
Il luogo del nostro riposo notturno è in perfetto ordine, splendidamente ideato nei colori più delicati, e al suo centro troneggia l’oggetto dei nostri desideri: un letto king-size! Qui, dove la suprema intimità dell’unione amorosa si fonde con l’assenza totale del sonno, siamo testimoni delle trasformazioni umane nella loro forma più intensa e più crudele.
E poiché è sempre necessario essere in tre per seguire le variazioni enarmoniche di fedeltà, devozione, gioia e felicità, i cantanti/attori Tora Augestad e Michael von der Heide sono accompagnati dal misterioso Mr. Dethleffsen – nel senso più vero della parola… Ma chi è l’altra persona nella stanza, quella signora di una certa età? Li sta forse spiando? La sua vera identità rimarrà un segreto…

CHRISTOPH MARTHALER
Nato ad Erlenbach, vicino Zurigo, Christoph Marthaler, negli anni ’70 e ’80, lavora come musicista presso diversi fra i più importanti teatri in Svizzera, Germania e Austria. Dal 1988 al 1993 collabora in pianta stabile per il Theater Basel, dove inizia la sua carriera di regista, sviluppando il suo personalissimo “stile Marthaler”, un genere completamente nuovo di teatro musicale. Dirige, fra gli altri: Ankunft Badischer Bahnhof (1988), Stägli uf, Stägli ab, juhee! (1990), Prohelvetia (1993). Con la produzione Murx den Europäer! Murx ihn! Murx ihn! Murx ihn! Murx ihn ab! la sua nuova forma di teatro e di linguaggio teatrale diviene famosa negli ambienti teatrali tedeschi e poi in tutta Europa. Fanno seguito le produzioni del Volksbuehne Berlin e della Schauspielhaus Hamburg, fra cui Goethes Faust – Wurzel 1+2. Per la sua nuova, leggendaria interpretazione de La Vie parisienne, Sylvain Cambreling sviluppa una nuova orchestrazione con la Klangforum Wien. Da allora in avanti Marthaler e Cambreling collaboreranno assiduamente.
Dal 2000 al 2004 Christoph Marthaler è direttore artistico dello Zuerich Schauspielhaus; in questo periodo lo Schauspielhaus viene eletto due volte “Theater des Jahres” (“Teatro dell’anno”, la massima onoreficenza del mondo teatrale tedesco). Lavora per la Zuercher Festspiele in occasione della premiere mondiale di Invocation, un’opera con testi di Marguerite Duras e musica di Beat Furrer; collabora inoltre con Meg Stuart e Stefan Pucher per Das goldene Zeitalter, e continua a dirigere per il Volksbuehne Berlin, la Wiener Festwochen, l’Opéra Nationale de Paris e l’Opéra Bastille, il Salzburger Festspiele, il Theater Basel, l’Oper Zuerich, il Teatro Real Madrid e molti altri. I suoi progetti Das Theater mit dem Waldhaus e Riesenbutzbach. Eine Dauerkolonie sono stati presentati al rinomato Berliner Theatertreffen. Nel 2010 è artiste associé al Festival D’Avignon e dirige Papperlapapp. Le sue produzioni sono richieste nei festival di tutto il mondo.

TORA AUGESTAD mezzo-soprano
Nata a Bergen nel 1979, la cantante e attrice Tora Augestad studia musica classica e canto jazz a Oslo e a Stoccolma, dedicandosi principalmente al repertorio del 20° e del 21° secolo. Durante i suoi studi a Berlino e a Monaco consolida il suo interesse per la musica tedesca, prima di diplomarsi in canto da cabaret presso l’Accademia di Musica Norvegese di Oslo. È regolarmente ospite nei teatri dell’opera, nelle sale concerti e nei teatri norvegesi ed europei, al fianco di musicisti quali quelli della Bergen Philarmonic Orchestra, dell’Ensemble Modern, della Oslo Sinfonietta, dell’Ensemble Contrechamps e del Klangforum Wien.
Nel 2010 lavora per la prima volta con il regista svizzero Christoph Marthaler, nell’opera di teatro musicale Wüstenbuch di Beat Furrer (Klangforum Wien); da allora la presenza di Marthaler sarà una costante nella sua vita artistica.
La sua versatilità ha ispirato compositori, registi teatrali e direttori d’orchestra. In ogni suo lavoro e nella collaborazione con i diversi ensemble Tora Augestad è sempre alla ricerca di nuove sfide creative e di stimolanti scambi artistici.

BENDIX DETHLEFFSEN
Nato a Flensburg, Bendix Dethleffsen ha studiato direzione musicale alla Musikhochschule di Colonia. Ha lavorato come assistente di Ingo Metzmacher alla Hamburgische Staatsoper dirigendo diverse produzioni dello Junges Forum Musiktheater. Dal 2001 al 2006 è stato Kapellmeister (maestro direttore) dell’Opera di Aalto ad Essen e dal 2007 al 2009 dello Staatstheater di Kassel, per il quale ha diretto numerose produzioni di opera e danza. Per la RuhrTriennale 2006 è stato direttore musicale di Rubens (Esterhazy/Goebel/Stölzl, Musica Antiqua). Dal 2006 lavora come direttore musicale, pianista e attore con Christoph Marthaler in produzioni quali Maeterlinck (NT Gent),Wozzeck (Opéra National de Paris), Riesenbutzbach – Eine Dauerkolonie (Vienna Festival), Papperlapapp (Festival d’Avignon) e +-0 (Katuaq Nuuk/Vienna Festival/Volksbuehne Berlin). Lavora regolarmente al fianco di musicisti come Christoph Homberger, Jan Czajkowski e con registi come Christiane Pohle.

MICHAEL VON DER HEIDE
Il cantante Michael von der Heide, nato nel 1971 nel villaggio di montagna svizzero Amden, conquista pubblico e critica grazie al suo versatile talento musicale unito a charme ed umorismo. La sua voce sembra possedere infinite possibilità, caratterizzata da agili e veloci variazioni di tono che suscitano visioni intense e fanno riemergere nostalgici ricordi nella mente di chi la ascolta.
Ha pubblicato con LIDO il suo nono CD, dato centinaia di concerti in Europa e in Canada e cantato in vari programmi televisivi. Collabora regolarmente con Christoph Marthhaler. Ha calcato le scene teatrali di Zurigo, Avignone, Parigi, Vienna, Berlino, Mosca e di molti altri luoghi.
Grazie alla suo ecclettismo musicale così speciale ha vinto premi prestigiosi come il Silberner Hase per la canzone pop svizzera dell’anno, il Prix Walo, il premio alla canzone tedesca, e diversi dischi d’oro. Ha lavorato, fra gli altri, con Annette Humpe, 2raumwohnung, ich & ich, Ute Lemper e Nina Hagen.

NIKOLA WEISSE
Nata a Bialogard, in Pomerania, attualmente parte della Polonia, Nikola Weisse ha studiato recitazione presso la Westfaelische Schauspielschule di Bochum. Ha calcato le scene dello Staatstheater di Hannover, del Theater am Neumarkt, del Theater Bremen, della Schaubuehne di Berlino, del Theater Basel e dello Schauspielhaus Zurich. Ha recitato in film come Der Gehülfe (The Helper) di Thomas Koerfer e Jack The Ripper (Erotico profondo) con Klaus Kinski. È anche regista. Ha diretto, fra gli altri, Bambule al Theater Bremen e la produzione di Der Messias (The Messiah) di Patrick Barlow, che dopo aver debuttato nel 1988 alla Komödie del Theater Basel è tornata nuovamente nel 2009 a Basilea. Come attrice ha lavorato con registi del calibro di Frank Patrick Steckel, Jürgen Gosch, Herbert Wernicke, Christoph Marthaler, Stefan Pucher, Falk Richter, Elias Perrig e Werner Dueggelin. Nella stagione 2006-2007 Nikola Weisse si è ricongiunta all’ensemble del Theater Basel, mentre dal 2012 è tornata a lavorare come libera professionista.

DURI BISCHOFF
Nato a Zurigo nel 1971, Duri Bischoff lavora come scenografo sia per il teatro indipendente che per i teatri istituzionali in Svizzera e in Germania. Per il regista Christoph Marthaler ha creato le scenografie di Schutz vor der Zukunft al Vienna Festival 2005, di Sauser aus Italien. Eine Urheberei al Festival di Salisburgo/Ruhrtriennale 2007, di Wüstenbuch al Teatro di Basilea e di Oh, it’s like home al Schauspiel di Colonia. Ha firmato inoltre la scenografia di Tre sorelle per la regia di Stefan Pucher allo Schauspielhaus di Zurigo, rappresentato anche nel 2002 al Teatro Incontro di Berlino. Ha lavorato al Teatro Gessnerallee di Zurigo con il regista Michel Schröder per le produzioni diChisciotte, Una stagione all’inferno, Amphibienmensch, Cuore di tenebra e Babylon. Ha inoltre collaborato con Barbara Weber (Arabische Nacht, Die Frau von früher), Clemens Sienknecht (Werner Schlaffhorst, Früher wird alles besser), Christiane Pohle (Spieler) e Thorsten Lensing e Jan Hein (Der Lauf zum Meer), in produzioni messe in scena nei teatri Stadttheater di Berna, Schauspielhaus di Zurigo, Teatro di Basilea e Spielzeit Europa di Berlino. Per diversi anni ha collaborato strettamente con la regista Anna-Sophie Mahler. Insieme hanno messo in scena Tote Fliegen verderben gute Salben, oltre alle produzioni teatrali musicali ars moriendi e più recentemente Tristano e Isotta.

SARAH SCHITTEK
Sarah Schittek è originaria di Hannover e vive a Zurigo. Dopo aver studiato moda e storia dell’arte ad Hannover e a Berlino, nel 2003 comincia a lavorare come assitente di Anna Viebrock presso il Schauspielhaus di Zurigo, creando nel 2004 i costumi di O.T. Eine Ersatzpassion (O.T. An Ersatz Passion), una produzione diretta da Christoph Marthaler, che quello stesso anno viene invitata al Berliner Theatertreffen. Da allora lavora regolarmente come costumista indipendente al fianco di Christoph Marthaler, oltre che dei registi Schorsch Kamerun, Christiane Pohle e Clemens Sienknecht per il Volksbuehne di Berlino, per il Theater Basel, la Münchner Kammerspiele e il Schauspielhaus di Zurigo.

SPOLETO57 FESTIVAL DEI 2MONDI DOMANI L’EVENTO SPECIALE CONCERTO PER UN AMICO CON L’ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI DIRETTA DA RICCARDO MUTI E DOMENICA IL TRADIZIONALE CONCERTO FINALE DEDICATO AL MUSICAL AMERICANO DEGLI ANNI QUARANTA E CINQUANTA CON JUNE ANDERSON, PAULO SZOT E L’ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI DIRETTA DA WAYNE MARSHALL.

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Fine settimana conclusivo per la 57a edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto diretto da Giorgio Ferrara. Fra i molti spettacoli ed eventi in programma, anche due straordinari concerti.
Sabato 12 luglio alle ore 20.00 al Teatro Caio Melisso, in collaborazione con Ravenna Festival, Spoleto57 Festival dei Due Mondi e Fondazione Carla Fendi presentano Concerto per un amico eseguito dall’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Riccardo Muti. Al pianoforte David Fray. L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata nel 2004 dallo stesso Maestro Muti, porta il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi, attivo ed impegnato in ambito europeo per sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, l’inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura.
Concerto per un amico, evento speciale su invito della Fondazione Carla Fendi, verrà presentato anche in diretta audiovisiva su megaschermo al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti con ingresso gratuito per venire incontro alle numerose richieste di partecipazione che l’eccezionalità di tale evento ha suscitato. “In un mondo dove la cultura viene quasi sempre ignorata, o addirittura calpestata, l’aver pensato di aggiungere nuovo splendore al bellissimo teatro ‘Caio Melisso’ di Spoleto, è motivo di grande plauso e riconoscenza per Carla Fendi, che tale opera ha voluto restituire, ancora più bella, all’Italia e al mondo – dichiara in proposito il Maestro Riccardo Muti – Ecco perché non ho potuto sottrarmi alla richiesta della cara amica Carla, di dirigere in questo spazio un concerto dedicato al marito Candido, partecipando così al Festival di Spoleto insieme alla mia amata Orchestra di giovani, Luigi Cherubini”.

Domenica 13, per la serata finale, Piazza Duomo sarà come di consueto il palcoscenico del Concerto finale alle ore 19.00. Un omaggio al musical americano degli anni Quaranta e Cinquanta eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta dal carismatico e versatile Wayne Marshall, recentemente nominato direttore principale della WDR Rundfunkorchestre di Colonia, con il soprano June Anderson, tra le cantanti liriche più importanti della scena operistica e concertistica internazionale, e il baritono Paulo Szot, vincitore di un Tony Award nel 2008 come migliore attore di musical. In programma celebri brani di Richard Rodgers & Oscar Hammerstein e Frederick Loewe & Alan Jay Lerner, tratti dai musical Oklahoma, South Pacific, The King and I, My fair Lady, Camelot, The sound of Music, On Your Toes.

Il Concerto Finale del Festival dei 2Mondi sarà trasmesso domenica sera in diretta da Radio 3.

www.festivaldispoleto.com

Spoleto 57: l’ultimo week-end di Festival : Corrado Augias e Giovanni Villari svelano gli enigmi della Cappella Sistina

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Appassionante e fervente l’ultima settimana del 57° Festival dei due Mondi. Giovedì 10 luglio è stato il turno di Corrado Augias e Giovanni Villari, storico dell’arte intervistato da Corrado Augias presso il Teatro GianCarlo Menotti sugli enigmi della cappella sistina . Eccelsa e somma opera pittorica di Michelangelo ove la figurazione cela significati e simboli velati nella complessa architettura visiva. Uno di questi contenuti celati ai più è la presenza del mondo giudaico , i cui rappresentanti vengono situati tra i beati: una direzione opposta quindi a quella anti-giudaica della chiesa nel Cinquecento. Inoltre di particolare drammacità e realismo è la raffigurazione del peccato originale. Mentre Eva riceve un fico , Adamo ne prende uno dall’albero della Conoscenza del Bene e del Male. Non è la solita mela: il fico ha un dualismo sessuale androgeno, in quanto nella sua forma scrotale internamente cela una struttura che rimanda alla vulva. L’affresco ove troneggia al centro l’albero a cui è avvinto un serpente antropomorfo illustra le conseguenze del peccato: Adamo ed Eva vengono cacciati e sono ormai invecchiati; la nudità viene inoltre vissuta come vergogna.
Sono infatti anni ( 1508-12) particolari quelli in cui viene affrescato il soffitto della cappella sistina , sotto il pontificato di papa Giulio della Rovere: preludono al protestantesimo e a Lutero ( 1517), al sacco dei Lanzinanecchi . I lavori pittorici riprendono nel 1532. Viene realizzato il grande affresco frontale , il giudizio universale in cui il giudice è un Cristo giovane e imberbe dai lineamenti classici. Forse un omaggio a Tommaso Cavalieri , il giovane di cui si era innamorato Michelangelo, all’epoca settantenne. Nella scena la Madonna si ritira in disparte perché il suo ruolo è giunto al termine. Non vi è nessuna incoronazione, dannati e beati, ,cielo e terra: tutto ruota intorno al Cristo, posto sotto Giona, profeta “ risorto” dalle acque. Firma indelebile di Michelangelo è l’autoritratto realizzato sulla pelle squoiata di San Bartolomeo. Questi ed altri enigmi sono stati svelati giovedì 10 luglio 2014 al Teatro GianCarlo Menotti di Spoleto.

Spoleto 57: l’ultimo week-end di Festival : Andrea Griminelli plays Bach

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La sera di venerdì 11 luglio si è tenuto presso il teatro San Nicolò il concerto barocco che ha Andrea Griminelli al flauto, Francesco Galliconi al violoncello e Roberto Loreggiano al cembalo con musiche di Bach e di Handel. Interpreti di primo livello e con un curriculum internazionale, hanno eseguito le sonate di questi importantissimi compositori nella storia della musica. Un repertorio sicuramente di non facile esecuzione , in quanto richiede pulizia e precisione , ma anche partecipazione nella dialettica, tutta fughe e contrappunto, di ombra e luce, di preludi gravi e allegri fioriti, tipica dello stile barocco. Il concerto di Griminelli s’inserisce nell’iniziativa dei concerti al Chiostro ove si è esibito il Conservatorio Francesco Morlacchi di Perugia con concerti che hanno spaziato dalla musica antica fino a quella contemporanea. Ultimo appuntamento sabato 12 luglio con musiche di Rossini.

SPOLETO 57: lunedì 7 e martedì 8 luglio 2014 , giornate ferialmente festivaliere

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Si respira aria di freschezza e tutto danza nella capitale dei Due Mondi, Spoleto città vestita a festa anche nei giorni feriali, nell’ ambito teatrale noti per essere giorni tranquilli; ma così non è stato in occasione del 57° Festival di Spoleto. Lunedì 7 luglio è stato l’anniversario di compleanno del M° GianCarlo Menotti, creatore del Festival e ultimo duca di Spoleto: una giornata piena di eventi . Due concerti a Casa Menotti : il primo alle undici ove sono intervenuti il violinista Gabriele Rendina Cattani e la pianista Mia Julia Cattani : due giovani talentuosi e sperimentatori che hanno creato un evento su testi di Baba Ziloff ad hoc sulle posizioni astrali del 7 luglio 2014 delle ore 11.00, come se il Maestro Menotti fosse nato nella stessa ora del concerto. Il pomeriggio sempre a casa Menotti ha visto un concerto lirico –pianistico con musiche di Menotti, Barber, Brahms, Respighi, Poulenc e Rachmainonff : soprano Mariangela Campoccia, pianista Simona Granelli. La stessa serata alle ore 20 presso il Chiostro di San Nicolò si è tenuto il concerto dell’ Umbriaensamble in onore del Maestro Menotti ( viola: Luca Ranieri violoncello: Maria Cecilia Berioli pianoforte: Michele Rossetti ) con musiche di Menotti, De Rossi Re, Rota, Morricone e Piovani. Del Maestro è stato eseguito una suite del 1973 di stile neoclassico. Profondo e ispirato l’omaggio di Fabrizio De Rossi Re: un trio ove terra e cielo comunicano in spazi aperti ad assoli sospesi nel respiro di un dialogo interrotto fra gli strumenti. Gli altri appuntamenti della giornata sono stati il concerto di mezzo giorno presso la Chiesa di Santa Eufemia : pianista Pietro De Maria e musiche dello Chopin “ italiano” e della maturità del poeta del piano forte. Con l’occasione è stato premiato il tredicenne compositore Dario Falcone il quale ha ricevuto , dalle mani di Giorgio Ferrara , direttore artistico del Festival dei Due Mondi, la borsa di studio offerta dalla fondazione Monini. La sera del 7 luglio infine grande tripudio ed esuberanza tutta partenopea con la Tribunal Jazz Band, fondata dall’avvocato Paolo Panella e diretta dall’avvocato Antonio Solimene: insomma una “ Tammurriata nera” ove tradizione napoletana e jazz si sono fusi armonicamente nelle peculiarità loro proprie. La serata di martedì 8 luglio ha visto in contemporanea la banda dei carabinieri in Piazza Duomo e la Maratona di danza svoltasi al teatro romano in sinergia con lo staff organizzativo della settimana internazionale della danza , si sono esibiti: Petra Conti, prima ballerina al Boston Ballet; Timofej Andrijasenko,vincitore al concorso internazionale di Mosca Nikolaj Gorodiskj, primo ballerino al Teatro di Stato di Zagabria; Alena Ledyakn, giovane promessa russa, Artemij Pizov, primo ballerino del Russian State Ballet di Mosca.
Sandro Costanzi

SPOLETO 57: 10 luglio 2014

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MOSTRE
– “Sconfinamenti #2” – Rocca Albornoziana
dalle 9.30 alle 19.30

– “I due mondi di Piero Tosi” – Ex Museo Civico e Chiesa della Manna D’Oro
dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00

– “La Terni in posa” – San Nicolò
dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

– “Mostre di Palazzo Collicola Arti visive” – Palazzo Collicola
dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00

– “Dietro le quinte del Festival” – Palazzo Racani Arroni (1° piano)
dalle 15.30 alle 18.30

MUSICA
– Concerti di mezzogiorno – Chiesa di Sant’Eufemia
Ore 12.00

– “Oh de’ verd’anni miei – Sala Frau
Ore 19.00

– Concerti al Chiostro – San Nicolò
Ore 21.00

TEATRO
– “Discover Love” – San Nicolò
Ore 17.00

– European Young Theatre. Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’amico” Piazza del Mercato – Piazza della Genga – Vicolo dello Sdrucciolo
Ore 19.00

– European Young Theatre. Saint Petersburg State Theatre Arts Academy
Teatrino delle 6
Ore 21.00

– “4.48 Psychosis”. Sinfonia per uno strumento solo – San Salvatore
Ore 21.00

EVENTI

– “Enigmi della Sistina” – Piazza Duomo
Ore 21.00

Le mostre di Sonia Ros e della galleria “ Il Narciso” alla Poli d’Arte

Presso il Centro Culturale Poli d’Arte ( Via Duomo 27, Piazza Signoria Spoleto)Continua l’impeto vitale che scaturisce dall’arte di Sonia Ros: artista esposta, in occasione del 57 ° Festival dei Due Mondi, e al MAD Museum ( Fondazione Loreti ) a Campello sul Clitunno fino al 30 agosto 2014 e al Centro Culturale Poli d’Arte ( Via Duomo 27, Piazza Signoria 5 in Spoleto). Artista con un nutrito curriculum alle spalle e proveniente da una mostra pubblica, realizzata presso il Museo Bilotti di Roma, propone una figurazione astratta ove la corporeità, sia essa animale, vegetale o umana, irrompe sospesa nel dinamismo dell’universo: microcosmi che si aprono macrocosmi, desiderosi di vita e quindi preparati a trasmutare. Tale vitalità pittorica genera confronti e dialoghi in seno alle stesse arti: infatti presso il Centro Culturale Poli d’Arte si tengono due eventi, correlati alla mostra di Sonia Ros.Il primo è stato curato con successo da Luca Filipponi e Angelo Sagnelli ed è stato “Poeti senza frontiere”; si terrà sabato 5 luglio 2014 alle ore 17,00.Il secondo è la presentazione del libro del dott. Beniamino Baldacci “ Leone: donne e congiure” ( edizioni il Cerchio), presentato dal dott.Sandro Costanzi: venerdì 11 luglio alle ore 18,00.
Il professore Luca Filipponi intervista l’artista:

https://www.facebook.com/l/1AQF_F8IcAQG6DBmRFXTeqfhOm-WDJYsfuzreRyPKkV6FGA/https%3A/www.youtube.com/watch%3Fv%3D_-x6568Ixs8
Il prossimo evento è l’inaugurazione della mostra, curata dalla storica galleria romana Il Narciso, di Ennio Calabria, Franco Ferrari, Mario Moretti e Marilisa Pizzorno: Lacosainsè ; questo il titolo della mostra che mette in luce le diverse sfumature e profondità dell’attuale scuola romana. Cocktail d’inaugurazione : sabato 19 luglio h 12.00.

Sandro Costanzi

SPOLETO 57: 9 luglio 2014

image003MOSTRE
– “Sconfinamenti #2” – Rocca Albornoziana
dalle 9.30 alle 19.30

– “I due mondi di Piero Tosi” – Ex Museo Civico e Chiesa della Manna D’Oro
dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00

– “La Terni in posa” – San Nicolò
dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

– “Mostre di Palazzo Collicola Arti visive” – Palazzo Collicola
dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00

– “Dietro le quinte del Festival” – Palazzo Racani Arroni (1° piano)
dalle 15.30 alle 18.30

MUSICA
– Concerti di mezzogiorno – Chiesa di Sant’Eufemia
Ore 12.00

– “Giuseppe Mazzini e la musica della Giovine Europa” – Sala Frau
Ore 19.30 (Concerto – Conferenza)

TEATRO
– European Young Theatre. Accademia Nazionale D’arte Drammatica “Silvio D’amico”
Ore 15.00 – 18.00 – 21.00

– Discover Love (La Mama Spoleto Open 2014) – San Nicolò
Ore 21.00

Spoleto 57 :Robert Wilson su Peter Pan

image003Come è nata l’idea di Peter Pan?
Quando era giovane, al liceo, avevo assistito a una messainscena di Peter Pan e mi ricordo di esserne rimasto colpito. Più tardi ho assistito a Broadway a una versione del regista Jerome Robbins, che mi aveva molto emozionato, mentre avevo trovato mediocre la versione cinematografica della Disney. L’amico con cui avevo visto lo spettacolo a Broadway mi disse: “Peter Pan sarebbe perfetto per te”. L’idea era rimasta a sedimentare fino a quando Claus Peymann – il direttore del Berliner Ensemble – mi chiese se avevo idee per un nuovo spettacolo ed è stato lui successivamente a suggerirmi Peter Pan.

Il suo spettacolo sembra molto lontano dal racconto per ragazzi.
In effetti è molto differente dalla versione edulcorata di Disney, volevo farne uno spettacolo che fosse insieme melanconico e leggero. La leggerezza è affidata alla parte musicale creata dal duo CocoRosie. L’aspetto melanconico è nel testo stesso e nella traduzione tedesca di Erich Kästner che ho usato per la messinscena. Lo spettacolo inizia e si conclude con la canzone di Peter Pan, La morte è l’avventura più grande.

C’è qualcosa di autobiografico in questo spettacolo?
In questo come in tutti i miei lavori. Forse Hamlet a monologue – prodotto nel 1995 – è stato il lavoro in cui mi sono esposto di più. Ne ero anche l’interprete unico e al centro del testo c’è il rapporto con la madre. Non è così anche in Peter Pan? La piccola Wendy non si trasforma forse nel corso della pièce in una madre terribile?

Da cui gli aspetti cupi…
Sì ma mitigati dalla levità poetica della musica delle CocoRosie, che attenua le asperità del testo con un velo di dolcezza.

Ormai lei è un ospite fisso a Spoleto, qual è il legame con il Festival?
C’è una stima reciproca tra me e il direttore artistico Giorgio Ferrara. Nella pace di questo affascinante borgo ho creato alcuni degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni The Old Woman che ha registato il tutto esaurito a New York questa settimana e ha appena ricevuto il premio della critica francese come miglior spettacolo straniero; Krapp’s Last Tape dove io sono anche in scena e Happy Days con una meravigliosa Adriana Asti. Ma il legame ha radici profonde, nel 1974 qui ho presentato Letter to Queen Victoria, il mio primo spettacolo a essere invitato a un festival in Italia.

Spoleto 57 : Intervista Tim Robbins

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1) “Sogno di una notte di Mezza Estate, un’opera davvero importante: cosa ti ha ispirato del testo e perché hai scelto di rappresentarlo nonostante sia andato in scena già diverse volte?

Il sogno di una notte di mezza estate è il testo di Shakespeare che preferisco e credo abbia senso metterlo in scena oggi. Questa pièce teatrale ha così tanto da dirci a proposito di un mondo in disordine e su come l’amore può essere la chiave per rimettere tutto a posto.
Ma c’è molto di più, uno dei personaggi, Titania, parla dell’ambiente e di come le stagioni si siano scombinate, così l’estate appare nel mezzo dell’inverno e in estate avvengono improvvise gelate. Quando con la compagnia abbiamo iniziato a lavorarci due anni e mezzo fa ci siamo stupiti di trovarci tanti aspetti così attuali.
è frequente che chi si impegna in politica o nelle battaglie sociali, lo faccia a discapito della propria vita personale. Si usa l’espressione: “think global, act glocal” (pensa globalmente, agisci intorno a te). io penso che se si pensa e si opera nella propria comunità gli effetti si percepiscono a livello globale. come posso risolvere problemi di persone che vivono dall’altra parte del pianeta? Se non sono in grado di risolvere i problemi del mio stesso quartiere, non ne vedo l’importanza. Se c’è qualcosa che non va nella tua vita, nelle tue relazioni personali, nella tua famiglia o nella tua compagnia teatrale, che senso ha cercare di risolvere i problemi di qualcuno così distante?

2) Sei cresciuto in nel Greenwich Village a New york luogo di cultura alternativa e ti sei formato con il teatro d’avanguardia e sperimentale. Che significato ha affrontare un testo classico come questo?

La mia educazione si è svolta principalmente sui testi classici all’università. Sono cresciuto in un periodo in cui tutto sembrava possibile e forse proprio per questo motivo mi sono sempre dedicato a lavori teatrali che rappresentano una sfida. Al teatro spetta di raccontare vicende epiche che risalgono ai miti greci e al teatro delle origini, ai classici appunto, alla difficoltà degli esseri umani, alla relazione con la divinità, al comportamento morale dei personaggi, mentre il cinema è più adatto a raccontare storie e emozioni personali.

3) Cinema e teatro quali sono le differenze di percezione e di prospettiva e cosa rappresenta per te il teatro?

Nel cinema posso raccontare una storia da una prospettiva molto ravvicinata e molto intima del personaggio, posso avvicinarmi, vedere il viso, gli occhi dell’interprete. Ovviamente è possibile trattare delle vicende epiche anche nei film hollywoodiani, ma è più un’epica rivolta alla violenza e alla vendetta come nei film ispirati ai fumetti dei super eroi. Ma mi sento particolarmente fortunato di aver fatto parte di film le cui storie hanno contribuito a cambiare la vita delle persone, a toccarle profondamente.
I film possono realmente far cambiare la tua percezione del mondo, sia in maniera positiva che negativa, ma nel mio caso soprattutto quando ero molto giovane è a teatro che ho vissuto i momenti più emozionanti. io credo davvero che il teatro possa cambiare il modo di vedere la realtà, innanzitutto per la relazione diretta di chi assiste a uno spettacolo con gli attori sul palcoscenico. lo spettacolo a cui si assiste non sarà mai uguale a quello della sera dopo e di quella dopo ancora. è un momento unico e irripetibile di cui lo spettatore è parte.
Più prendono il sopravvento gli schermi siano quelli di una sala cinematografica, del proprio tablet o della televisione, più a mio giudizio l’esperienza teatrale aumenta di valore.

4) In che consiste il programma educativo che stai portando avanti nelle scuole e nelle carceri della California e quanto è importante, in generale, per te l’impegno sociale nel tuo lavoro?
Con la mia compagnia The Actors’ Gang lavoriamo al momento in sei diversi istituti scolastici a Los Angeles con ragazzi di età diverse. Coinvolgiamo gli studenti in progetti teatrali dove le scuole non hanno i mezzi per farlo e aiutiamo gli insegnanti a utilizzare il teatro per sviluppare la fantasia degli studenti, applicandola a materie diverse, dalla storia, alla matematica, all’inglese. Negli anni abbiamo utilizzato le tecniche teatrali per sviluppare la capacità espressiva degli studenti. I ragazzi che lavorano con noi ci dicono che questa esperienza li aiuta notevolmente a migliorare la capacità di esprimersi e di aprirsi agli altri, di far parte attivamente della propria comunità. Questo è particolarmente importante per quei ragazzi che rischiano di entrare a far parte delle bande giovanili, e per questi in particolare, noi facciamo davvero la differenza.
Questa è la parte del mio lavoro che in assoluto mi dà le maggiori soddisfazioni. Trovo estremamente gratificante essere parte del cambiamento della vita di questi ragazzi.

5)Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
In autunno comincerò a lavorare con The Actors Gang a un nuovo spettacolo su un testo di Strindberg e contemporaneamente lavoreremo anche a uno spettacolo natalizio dedicato alle famiglie. In gennaio invece ci sarà una prima sessione di lavoro per la creazione di uno spettacolo teatrale ispirato a Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.
La prossima settimana al ritorno in California dopo la recite a Spoleto, come ogni estate proporremo degli spettacoli all’aperto per spettatori di ogni età, nel parco che si trova accanto al nostro teatro a Los Angeles.
Ho due film in uscita e una serie The Brink per il canale HBO, nel cui cast c’è anche il mio amico (e già attore in The Actors’ Gang) Jack Black.